Meloni e Trump, faccia a faccia al vertice Nato di Ankara tra tensioni politiche e spesa per la difesa
Giorgia Meloni e Donald Trump si incontreranno ad Ankara durante il vertice Nato, dopo settimane di tensioni culminate con un nuovo attacco social del presidente americano. Al centro del summit ci saranno però soprattutto gli impegni sulla spesa per la difesa e i nuovi obiettivi dell'Alleanza.
Il vertice Nato di Ankara segna il primo incontro diretto tra Giorgia Meloni e Donald Trump dopo una serie di scambi a distanza che hanno incrinato il clima tra i due leader. Nelle ultime settimane il presidente degli Stati Uniti ha rivolto diverse critiche alla presidente del Consiglio, fino alla pubblicazione di un meme sui social con un riferimento ironico a un presunto "ordine restrittivo". Da Palazzo Chigi, anche questa volta, non è arrivata alcuna replica ufficiale.
La linea scelta dall'esecutivo italiano resta quella del silenzio. Dopo le polemiche nate in seguito al G7 di Évian, quando Trump aveva accusato l'Italia di non aver sostenuto a sufficienza Washington durante il conflitto con l'Iran, Meloni aveva risposto soltanto con un video sui social, respingendo le accuse. Successivamente il governo ha preferito evitare ulteriori scontri pubblici, mantenendo come priorità il rapporto strategico con gli Stati Uniti.
Tra le ipotesi circolate negli ultimi giorni c'è anche quella di un collegamento tra il nuovo attacco di Trump e una telefonata tra Meloni e il presidente turco Recep Tayyip Erdogan. Secondo alcune ricostruzioni, la premier avrebbe chiesto che il summit non diventasse un'occasione di protagonismo per il presidente americano. Palazzo Chigi ha però smentito questa versione, precisando che durante il colloquio il nome di Trump non sarebbe mai stato affrontato.
All'interno della maggioranza continuano intanto valutazioni differenti sulle ragioni dello scontro. Secondo alcune letture politiche, le prese di posizione del presidente americano potrebbero rientrare in una strategia più ampia rivolta ai movimenti della destra europea, anche attraverso l'attenzione mostrata nei confronti di Roberto Vannacci. Si tratta comunque di interpretazioni che non trovano conferme ufficiali.
I principali esponenti del governo hanno scelto toni prudenti. Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha ribadito che il rapporto tra Italia e Stati Uniti va oltre le polemiche personali. Il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi ha parlato di relazioni solide tra i due Paesi, mentre il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani ha difeso la decisione dell'esecutivo di non alimentare il confronto pubblico. Matteo Salvini, invece, ha preferito non aggiungere ulteriori commenti.
Al di là delle tensioni diplomatiche, il vertice sarà dominato soprattutto dai dossier sulla sicurezza. Trump continua a chiedere agli alleati un'accelerazione degli investimenti militari, mentre l'Alleanza punta a verificare gli impegni assunti dai Paesi membri verso il nuovo obiettivo del 5% del Pil, suddiviso tra spesa militare diretta e investimenti nella sicurezza allargata.
L'Italia presenterà un percorso che punta a raggiungere entro il 2028 una spesa complessiva pari al 2,8% del Pil tra difesa e sicurezza, includendo sia gli investimenti militari tradizionali sia quelli destinati a cybersicurezza, infrastrutture energetiche e protezione delle frontiere. Il confronto tra Meloni e Trump si svolgerà quindi in un contesto nel quale il tema decisivo sarà soprattutto la capacità dei singoli alleati di rispettare gli impegni assunti all'interno della Nato.
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