Trump attacca la Nato, nuove tensioni sugli alleati europei prima del vertice di Ankara

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Donald Trump ha accusato gli alleati europei della Nato di lasciare agli Stati Uniti gran parte della spesa militare. Alla vigilia del vertice di Ankara, il Pentagono valuta la presenza Usa in Europa e possibili tagli di truppe.

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Donald Trump torna a mettere sotto pressione gli alleati europei della Nato. In un messaggio pubblicato su Truth Social, il presidente degli Stati Uniti ha definito ingiusto il peso sostenuto da Washington per la difesa dell’Alleanza, accusando i partner europei di non garantire una partecipazione adeguata alle spese militari.

L’intervento arriva a pochi giorni dal vertice Nato di Ankara, in programma il 7 e l’8 luglio 2026. Trump ha scritto che gli Stati Uniti non possono continuare a sostenere un impegno quasi unilaterale senza una reale reciprocità da parte degli altri Paesi membri, sostenendo che gli alleati europei non siano stati abbastanza vicini a Washington.

Nel suo messaggio, il presidente ha rilanciato anche una scheda con alcuni dati sulla spesa militare. Secondo i numeri mostrati, gli Stati Uniti arriverebbero a 999 miliardi di dollari, contro i 90,5 miliardi del Regno Unito, i 66,5 della Francia, i 48,8 dell’Italia e i 44,3 della Polonia.

Il nuovo attacco riapre il dossier sulla ripartizione dei costi della difesa atlantica, tema che Trump usa da anni per chiedere agli alleati europei maggiori investimenti. La questione pesa sul vertice in Turchia, dove i leader dovranno discutere anche di sicurezza europea, sostegno all’Ucraina e ruolo degli Stati Uniti nel continente.

Nel frattempo resta aperta la discussione interna all’amministrazione americana sulla presenza militare Usa in Europa. Il capo del Pentagono Pete Hegseth aveva valutato l’annuncio di tagli rilevanti durante una riunione dei vertici militari della Nato a Bruxelles, ma il piano sarebbe stato fermato da alti funzionari dell’amministrazione, tra cui Marco Rubio.

Al posto dell’annuncio sui tagli, Hegseth ha comunicato l’avvio di una revisione della postura delle forze statunitensi in Europa. Il processo potrebbe durare fino a sei mesi e servirà a definire l’eventuale ridimensionamento dei contingenti, una scelta che riguarda direttamente gli equilibri di sicurezza nel continente.

La linea finale non è ancora stata decisa. All’interno dell’amministrazione Trump restano differenze sui tempi e sulla portata di un possibile ridimensionamento, mentre gli alleati Nato e diversi membri del Congresso americano guardano con attenzione a qualsiasi ipotesi di riduzione delle truppe.

Il portavoce capo del Pentagono, Sean Parnell, ha spiegato che Hegseth ha voluto allineare il proprio messaggio agli obiettivi del presidente, senza restringere il margine di scelta della Casa Bianca. La revisione resta quindi il passaggio chiave prima di ogni decisione operativa sulla presenza militare americana in Europa.

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