Superyacht Graceful verso Murmansk, la rotta artica del bene legato a Putin
Il superyacht Graceful, legato a Vladimir Putin, ha lasciato il Baltico sotto scorta militare e punta verso Murmansk: le reti anti droni e la rotta artica indicano il timore di attacchi ucraini contro beni simbolo del Cremlino.
Il superyacht Graceful, imbarcazione di 82 metri associata da anni a Vladimir Putin, ha lasciato il Baltico sotto scorta della Marina russa e si sta dirigendo verso Murmansk, nel nord della Russia. La scelta della rotta artica sembra legata alla volontà di ridurre il rischio di attacchi ucraini con droni contro un bene dal forte valore simbolico per il potere russo.
La nave era ricomparsa nei tracciamenti pubblici dopo quasi quattro anni di assenza dai segnali visibili. Negli ultimi giorni è stata osservata mentre attraversava le acque danesi e proseguiva lungo la costa norvegese. Al suo fianco viaggiano unità militari russe, tra cui il cacciatorpediniere Severomorsk e la nave d’appoggio Voevoda.
Le immagini diffuse durante il passaggio nel Baltico mostrano sul ponte del Graceful strutture simili a reti anti droni. Si tratta di protezioni ormai usate con frequenza in Russia su basi militari, depositi, aeroporti e impianti energetici, dopo l’aumento degli attacchi ucraini con velivoli senza pilota e mezzi a lungo raggio.
In un primo momento la rotta aveva fatto pensare a un trasferimento verso la Turchia, ipotesi che avrebbe comportato un viaggio più esposto attraverso la Manica, l’Atlantico e il Mediterraneo. La destinazione indicata ora è invece Murmansk, porto artico russo e area molto più protetta dal punto di vista militare.
La città si trova nella penisola di Kola, una delle zone strategiche più sensibili della Federazione russa. Qui opera la Flotta del Nord e sono presenti sistemi di difesa aerea avanzati, compresi apparati antiaerei e antimissile come gli S-400. La distanza dall’Ucraina e le condizioni climatiche della regione rendono più complessa un’eventuale operazione ostile.
Il Graceful, valutato oltre 100 milioni di dollari, era in Germania per lavori di manutenzione all’inizio del 2022. Lasciò il porto poco prima delle sanzioni europee seguite all’invasione russa dell’Ucraina e da allora ha evitato gli scali occidentali, restando quasi sempre in acque russe o sotto controllo russo.
Il trasferimento verso l’Artico racconta anche l’evoluzione della guerra. Negli ultimi anni Kiev ha ampliato la capacità di colpire obiettivi lontani dal fronte, prendendo di mira raffinerie, depositi di carburante, infrastrutture energetiche, aeroporti militari e mezzi navali. Aree ritenute al sicuro all’inizio del conflitto sono diventate più vulnerabili.
Per Mosca, spostare uno yacht associato al presidente in una zona remota e sorvegliata significa proteggere non solo un’imbarcazione di lusso, ma anche un simbolo politico. Nella guerra dei droni, persino beni lontani dalle linee di combattimento possono essere considerati esposti.
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