Meloni al congresso Uil di Padova, salari e sicurezza al centro dell'intervento
Giorgia Meloni al congresso Uil di Padova ha difeso la linea del governo su salari, contratti e sicurezza, annunciando l’obiettivo di confermare la detassazione degli aumenti e richiamando l’emergenza morti sul lavoro in Italia.
Giorgia Meloni è intervenuta giovedì 2 luglio al XIX Congresso nazionale della Uil, alla Fiera di Padova, mettendo al centro lavoro, salari, contrattazione e sicurezza. La presidente del Consiglio ha rivendicato la scelta del governo di legare l’uso delle risorse pubbliche a criteri più selettivi, sostenendo che gli aiuti devono andare a chi investe, rispetta le regole e contribuisce a migliorare le condizioni dei lavoratori.
Nel suo discorso Meloni ha ricordato che i fondi pubblici arrivano dalle tasse dei cittadini e dai sacrifici di chi lavora. Per questo, ha spiegato, non possono essere distribuiti senza distinguere tra imprese corrette e realtà che delocalizzano o non rispettano le norme sulla sicurezza. La premier ha indicato come obiettivo un mercato del lavoro più stabile, con salari più alti e controlli più efficaci.
Davanti alla platea della Uil, Meloni ha richiamato anche il confronto con le tre principali confederazioni sindacali. Ha ricordato la sua partecipazione ai congressi di Cgil, Cisl e Uil durante il mandato a Palazzo Chigi, presentandola come prova della volontà dell’esecutivo di mantenere aperto il rapporto con le parti sociali.
Uno dei passaggi principali ha riguardato il cosiddetto salario giusto, collegato al trattamento economico complessivo previsto dai contratti collettivi. Meloni ha riconosciuto che si tratta di una richiesta portata avanti dalla Uil, ma ha aggiunto che il risultato va considerato una vittoria per tutti i lavoratori italiani e per il Paese.
La premier ha poi citato i dati sull’occupazione, parlando di un quadro positivo per il mercato del lavoro. Ha sottolineato l’aumento dei contratti stabili, quantificato in 1,2 milioni in più dall’inizio della legislatura, e il calo dei rapporti precari. Secondo Meloni, la crescita del lavoro a tempo indeterminato è uno degli elementi più rilevanti dell’azione di governo.
Sui redditi, la presidente del Consiglio ha difeso le misure introdotte per alleggerire il peso fiscale sulle buste paga. Ha indicato il taglio del cuneo e la riforma dell’Irpef tra gli interventi che, per i lavoratori con redditi medio-bassi, hanno aumentato il netto annuale. Per uno stipendio intorno ai 26mila euro lordi, ha detto, il beneficio può arrivare tra 1.500 e 2.400 euro l’anno.
Meloni ha annunciato l’intenzione di dare continuità alla detassazione al 5% degli aumenti legati ai rinnovi dei contratti privati. La misura, richiesta dalla Uil e dalle altre parti sociali, secondo la premier rafforza il rapporto tra produttività e salario e valorizza la contrattazione collettiva. La presidente del Consiglio ha spiegato di aver già affrontato il tema con i ministri Marina Calderone e Giancarlo Giorgetti in vista della prossima legge di bilancio.
Un altro capitolo dell’intervento è stato dedicato alla sicurezza nei luoghi di lavoro. Meloni ha ricordato che ogni anno più di mille persone perdono la vita mentre lavorano e ha definito ogni morte una sconfitta collettiva. Alla madre di Luana D’Orazio, Emma Marrazzo, presente al congresso, ha rivolto parole di vicinanza per l’impegno portato avanti dopo la morte della figlia, avvenuta nel maggio 2021 in un’azienda tessile della provincia di Prato.
La premier ha richiamato anche l’attività ispettiva, sostenendo che lo Stato è tornato con maggiore forza nei luoghi di lavoro. Nel 2024, ha ricordato, gli accessi ispettivi congiunti hanno superato quota 158mila e in quasi due casi su tre sono emerse irregolarità. Per Meloni, questi numeri dimostrano che i controlli si concentrano dove il rischio di violazioni è più alto.
Sul caporalato, la presidente del Consiglio ha ribadito la linea della tolleranza zero contro caporali e organizzazioni criminali. Ha aggiunto che dietro questi sistemi di sfruttamento non agiscono solo reti straniere e ha indicato la repressione del fenomeno come una priorità concreta per tutelare chi lavora nei settori più esposti.
Meloni ha poi affrontato il tema dell’occupazione femminile, sostenendo che avvicinare l’Italia alla media europea aiuterebbe a risolvere molti problemi di crescita economica e sostenibilità previdenziale. Il futuro del Paese, ha detto, passa anche dalle donne lavoratrici e dalla loro piena partecipazione al mercato del lavoro.
La presidente del Consiglio ha collegato il tema del lavoro alla tenuta del welfare. Senza un riequilibrio tra popolazione attiva e persone che hanno bisogno di assistenza, ha avvertito, l’Italia rischia di non riuscire a sostenere il proprio Stato sociale. Per questo ha indicato la questione demografica e previdenziale tra le sfide da affrontare rapidamente.
Nella parte finale del discorso Meloni ha parlato di tecnologia e intelligenza artificiale. Ha sostenuto che l’innovazione deve restare uno strumento al servizio della libertà e non diventare un fattore di dipendenza o concentrazione del potere. Per la premier, la trasformazione tecnologica va governata mettendo al centro persona, diritti, lavoro e dignità.
Notizie correlate
Meloni al Senato, apertura a Calenda e scontro con le opposizioni su salari, tasse e Superbonus Giorgia Meloni apre al confronto con Carlo Calenda durante il Premier Time al Senato e difende l’operato del governo su economia, salari e Pnrr.
Meloni al Senato, tensioni geopolitiche e salari al centro dello scontro con Renzi e Calenda Meloni avverte il Senato sulle tensioni internazionali e rilancia il confronto con le opposizioni.