Meloni al Senato, tensioni geopolitiche e salari al centro dello scontro con Renzi e Calenda

Meloni avverte il Senato sulle tensioni internazionali e rilancia il confronto con le opposizioni. La premier lega rallentamento economico, caro energia e salari al quadro geopolitico e apre a una collaborazione sulle priorità nazionali.

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Durante il premier time al Senato, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha collegato le difficoltà economiche italiane al clima internazionale segnato da guerre e instabilità. La premier ha spiegato che le tensioni geopolitiche stanno già producendo effetti concreti sulla crescita economica, sui costi dell’energia, sulla competitività delle imprese e sul potere d’acquisto delle famiglie.

Rispondendo al leader di Azione Carlo Calenda, Meloni ha invitato le forze politiche a ridurre lo spazio dedicato alle polemiche e ad aprire un confronto sui temi strategici del Paese. Ha dichiarato che le porte del governo restano aperte per chi intende collaborare nel merito delle questioni economiche e industriali. La presidente del Consiglio ha però ricordato che precedenti tentativi di coinvolgere le opposizioni sarebbero stati respinti con accuse di voler organizzare “passerelle”.

Meloni ha citato anche quanto avvenuto all’inizio del conflitto in Iran, quando alcune iniziative di confronto promosse dal governo furono contestate dalle opposizioni. “Le porte sono aperte”, ha ribadito la premier, purché si metta da parte l’interesse di partito in favore di quello nazionale.

Nel suo intervento, la presidente del Consiglio ha indicato le priorità dell’ultimo anno di legislatura. Tra queste, il rafforzamento dei salari, gli incentivi alle imprese che assumono e investono e il sostegno alle famiglie e alla natalità. Sul tema degli stipendi, Meloni ha contestato le critiche delle opposizioni, sostenendo che il calo dei salari reali si sarebbe accumulato soprattutto tra il 2021 e il 2022, durante la fase di forte inflazione.

Secondo la premier, il governo avrebbe invertito gradualmente la tendenza con salari tornati a crescere più dell’inflazione. In Aula ha replicato in particolare alle accuse rivolte dal leader di Italia Viva Matteo Renzi, che aveva parlato di una perdita di sette punti nei salari italiani dal 2021.

Meloni ha inoltre annunciato che la legge delega sul nucleare sarà approvata entro l’estate. Sul fronte del Pnrr, ha rivendicato i risultati raggiunti dal governo, spiegando che l’Italia ha già ottenuto 153 miliardi di euro e che la nona rata sarà liquidata nelle prossime settimane. La spesa certificata al 31 marzo 2026, ha precisato, ammonta a 117 miliardi, pari al 76% del totale previsto, ai quali si aggiungono 24 miliardi legati agli strumenti finanziari.

Nel corso del dibattito è arrivato anche il duro attacco di Matteo Renzi. Il leader di Italia Viva ha definito Meloni “una copia sbiadita” rispetto all’inizio della legislatura, accusando il governo di scaricare le responsabilità sui ministri e criticando l’esecutivo per la gestione politica delle crisi internazionali.

La replica della presidente del Consiglio non si è fatta attendere. Meloni ha sostenuto che il Parlamento chiede continuamente la presenza del premier in Aula ma che, una volta aperto il confronto, il dibattito si trasformerebbe spesso in una sequenza di accuse personali e insulti invece che in una discussione sui temi concreti.

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