Alberto ha bisogno di cure in Spagna, raccolta fondi nel Veronese per la riabilitazione
Nel Veronese prosegue la raccolta fondi per Alberto, cinque anni e mezzo, colpito da emorragia cerebrale neonatale. La campagna sostiene cicli di riabilitazione in Spagna, costosi e non coperti dal pubblico, dopo il primo traguardo raggiunto.
Alberto, un bambino di cinque anni e mezzo del Veronese, ha bisogno di proseguire un percorso riabilitativo intensivo in una clinica specializzata in Spagna. La raccolta fondi avviata dalla madre Lara ha permesso di coprire il primo ciclo di terapie, ma la cifra raggiunta non basta per garantire continuità alle cure.
Il bambino convive con le conseguenze di una grave emorragia cerebrale bilaterale avvenuta nei primi giorni di vita, dopo una nascita prematura alla venticinquesima settimana di gravidanza. Da quel quadro clinico sono derivati idrocefalo e doppia emiparesi, con effetti importanti sul movimento e sullo sviluppo.
Il trattamento individuato dalla famiglia prevede cicli di riabilitazione altamente specializzati, con tecnologie e programmi mirati. Ogni ciclo costa oltre 5.500 euro, una somma che per i genitori si aggiunge alle spese già sostenute per terapie private, viaggi e assistenza quotidiana.
Secondo la famiglia, il sostegno pubblico oggi disponibile non è sufficiente per le necessità di Alberto: in Veneto gli viene garantita un’ora di fisioterapia alla settimana. Per assicurargli un lavoro riabilitativo più costante, i genitori affrontano costi privati che arrivano a circa 1.100 euro al mese.
La mobilitazione è partita online, con una campagna su GoFundMe, e si è poi allargata al territorio. Hanno aderito gruppi e associazioni della Valpolicella, tra cui gli Alpini di Gargagnago, Pedemonte e San Pietro in Cariano. A Rivoli Veronese sono stati organizzati pranzi e cene solidali, mentre alcune fattorie didattiche hanno ospitato feste e lotterie benefiche.
L’obiettivo non è soltanto sostenere il prossimo viaggio all’estero, ma dare ad Alberto un percorso continuativo. Per bambini con danni neurologici precoci, la riabilitazione intensiva può aiutare a lavorare su postura, movimento, comunicazione e autonomia, sempre dentro programmi definiti dai medici e dai terapisti.
L’emorragia cerebrale neonatale è un sanguinamento che può colpire il cervello nei primi giorni di vita, con rischio più alto nei nati molto prematuri. Nei casi più gravi può provocare idrocefalo, danni motori e difficoltà cognitive, rendendo necessari controlli, terapie e assistenza per molti anni.
La madre Lara ha raccontato che la vicinanza ricevuta da persone sconosciute ha dato alla famiglia una forza inattesa. Ora la raccolta prosegue per coprire nuovi cicli di cura e mantenere aperta la possibilità di ulteriori progressi nel percorso di Alberto.
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