Trump attacca Meloni, i dossier militari che pesano tra Italia e Stati Uniti
Le tensioni tra Donald Trump e Giorgia Meloni nascono da dossier militari aperti tra Italia e Stati Uniti: basi Usa, spese per la Difesa, sostegno all’Ucraina e ruolo di Roma dopo il no all’uso di Sigonella per la guerra in Iran.
Lo scontro tra Donald Trump e Giorgia Meloni affonda nei dossier militari rimasti aperti tra Roma e Washington, con conseguenze dirette sui rapporti tra Italia e Stati Uniti.
Al centro delle tensioni ci sono l’uso delle basi americane sul territorio italiano, il livello della spesa per la Difesa, il mancato coinvolgimento nel programma Purl per l’acquisto europeo di armi statunitensi destinate all’Ucraina e alcune scelte industriali nel settore degli armamenti.
Il punto più delicato riguarda Sigonella. L’Italia non avrebbe autorizzato l’atterraggio di velivoli militari americani diretti verso un teatro di guerra legato all’Iran, ritenendo che un via libera avrebbe comportato un coinvolgimento attivo nel conflitto.
La posizione italiana si fonda sul rispetto degli accordi bilaterali e sulla distinzione tra voli logistici e operazioni di combattimento. Proprio quel no, secondo la ricostruzione politica delle ultime ore, avrebbe alimentato l’irritazione di Trump verso il governo Meloni.
A rendere più evidente la distanza sono arrivati però segnali opposti dal Pentagono. Nell’incontro con Guido Crosetto, Pete Hegseth aveva ringraziato l’Italia per il sostegno agli Stati Uniti e riconosciuto il ruolo crescente di Roma nella difesa europea.
Nel governo italiano ha quindi pesato il contrasto tra i toni usati dal segretario alla Difesa americano e quelli del presidente Usa. Crosetto, dopo il colloquio, aveva anche escluso di aver percepito una volontà di disimpegno dalle basi statunitensi in Italia.
Restano sul tavolo le spese militari, giudicate da Washington ancora insufficienti, e le collaborazioni industriali. L’Italia partecipa al programma F-35 con Lockheed, mentre per il caccia di sesta generazione Gcap ha scelto Regno Unito e Giappone.
La revisione della presenza militare americana in Europa può ora riaprire il dossier italiano. Per Roma il nodo resta l’equilibrio tra alleanza atlantica, sovranità sulle basi e limiti politici al coinvolgimento in nuovi conflitti.
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