Waseem Khan ucciso nel rogo ad Amendolara, l'ultima promessa alla madre prima della tragedia

Notizia in breve

Waseem Khan aveva promesso alla madre malata che avrebbe inviato i soldi per le cure non appena avesse ricevuto lo stipendio. Il giorno dopo il bracciante pachistano è morto nel rogo di un minibus ad Amendolara insieme ad altri tre lavoratori afghani, mentre la famiglia chiede il rimpatrio della salma e giustizia.

Amendolara
Waseem Khan ucciso nel rogo ad Amendolara, l'ultima promessa alla madre prima della tragedia
Ricevi le notizie di Zazoom.it su GoogleTutte le news direttamente su Google.
Segui

«Mamma, domani mi pagano lo stipendio e ti mando i soldi per le cure». Sono state queste le ultime parole che Waseem Khan avrebbe rivolto alla madre prima di morire nel rogo di un minibus ad Amendolara, in provincia di Cosenza. Il giovane bracciante pachistano, 29 anni, è rimasto vittima dell’incendio scoppiato il 1° giugno insieme a tre lavoratori afghani.

A ricordare quella telefonata è il fratello Imran Khan, che vive con la famiglia nel villaggio di Toru, nella provincia pachistana di Khyber Pakhtunkhwa. Secondo il suo racconto, il 31 maggio Waseem aveva contattato la madre spiegando che il datore di lavoro gli aveva assicurato il pagamento dello stipendio il giorno seguente. Il giovane era convinto di poter finalmente inviare il denaro necessario per le cure mediche della donna e per sostenere le spese domestiche.

La notizia della sua morte è arrivata poche ore dopo. Waseem è deceduto insieme a tre colleghi afghani all’interno del mezzo dato alle fiamme. La famiglia descrive un dolore profondo e continua ad attendere il ritorno della salma in Pakistan.

Quarto di sette figli, Waseem aveva completato gli studi secondari prima di lasciare il proprio Paese nell’agosto del 2024. Dopo un periodo trascorso in Azerbaigian, aveva raggiunto l’Italia nel settembre del 2025. I familiari riferiscono che lavorava regolarmente in un’azienda agricola impegnata nella produzione di fragole e che da oltre due mesi lamentava il mancato pagamento dello stipendio.

«Era il suo primo impiego in Italia», racconta il fratello. Nelle conversazioni con la famiglia parlava spesso delle retribuzioni che tardavano ad arrivare, ma sperava che la situazione si risolvesse presto e che avrebbe potuto aiutare economicamente i suoi cari.

La madre, però, non è ancora stata informata della morte del figlio. Dopo la tragedia, le numerose telefonate ricevute dai parenti l’hanno insospettita. Per evitarle un dolore ancora più difficile da sopportare durante l’attesa, i familiari le hanno raccontato che Waseem era rimasto ferito in un incidente e che si stava riprendendo.

Dopo la morte del padre, avvenuta anni fa, la famiglia era stata affidata alle cure dello zio Hazrat Ali, che oggi segue direttamente la vicenda. La richiesta principale è il rapido trasferimento della salma in Pakistan per consentire la sepoltura accanto ai propri cari.

La famiglia sollecita inoltre una rapida individuazione delle responsabilità e una punizione severa per gli autori del delitto. I parenti confidano che le autorità italiane e pachistane possano accelerare le procedure necessarie per riportare al più presto il corpo di Waseem nel suo Paese d’origine.

?
Vuoi approfondire questa notizia?Condividila sui social o cerca aggiornamenti, video e discussioni correlate.

Notizie correlate

Strage di Amendolara, il carabiniere fermò il minivan prima del rogo mortale Quattro braccianti sono morti bruciati in un minivan ad Amendolara dopo una protesta per stipendi non pagati.

Amendolara, quattro braccianti uccisi nel rogo dell'auto: fermati due pachistani Quattro braccianti pachistani sono morti bruciati dentro un’auto ad Amendolara, in Calabria.

Cerca news, video e discussioni social in tutto il web su 'Amendolara'