Amendolara, quattro braccianti uccisi nel rogo dell'auto: fermati due pachistani
Quattro braccianti pachistani sono morti bruciati dentro un’auto ad Amendolara, in Calabria. Due connazionali sono stati fermati per omicidio plurimo dopo le immagini delle telecamere che mostrano il rogo e la fuga dei sospettati.
Quattro braccianti agricoli pachistani sono morti carbonizzati lunedì 1 giugno 2026 ad Amendolara, in provincia di Cosenza. Gli investigatori hanno fermato due uomini, anche loro pachistani, accusati di omicidio plurimo aggravato dopo l’analisi delle immagini registrate dalle telecamere di videosorveglianza di un distributore di carburante dove si è consumato il delitto.
Le riprese hanno chiarito la dinamica dell’accaduto. Nei video si vedono due persone avvicinarsi all’auto con a bordo le vittime. Prima uno e poi l’altro avrebbero bloccato dall’esterno le portiere del veicolo, mentre dal portellone posteriore sarebbe stato versato liquido infiammabile. Poco dopo compare una fiammata e i due uomini si allontanano rapidamente dal luogo dell’incendio.
I sospettati sono stati rintracciati a Villapiana e portati in Questura a Cosenza, dove sono stati interrogati per diverse ore. Al termine degli accertamenti, la Procura di Castrovillari ha disposto il fermo nei loro confronti.
Il procuratore di Castrovillari Alessandro D’Alessio ha spiegato che le indagini sono partite subito dopo i fatti grazie al lavoro congiunto della Squadra mobile e dei carabinieri. Il magistrato ha confermato che il pubblico ministero ha emesso il decreto di fermo nei confronti di due cittadini stranieri ritenuti gravemente indiziati dell’omicidio dei quattro lavoratori agricoli.
Gli investigatori stanno continuando gli accertamenti per chiarire il movente e verificare eventuali altre responsabilità. La Procura ha annunciato una conferenza stampa fissata per il 3 giugno alle 16 nella Questura di Cosenza, durante la quale saranno forniti ulteriori dettagli sull’inchiesta.
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