Netanyahu si ricandida in Israele, linea dura su Iran e zone cuscinetto
Benjamin Netanyahu conferma la ricandidatura alle elezioni israeliane di ottobre e rivendica la linea dura contro l’Iran: il premier avverte che lo scontro non è chiuso e che Israele resterà nelle zone cuscinetto in Libano, Gaza e Siria.
Benjamin Netanyahu ha annunciato che si presenterà alle prossime elezioni legislative in Israele e ha detto di voler vincere. Il premier israeliano ha parlato in conferenza stampa dopo l’annuncio di un’intesa tra Stati Uniti e Iran, rilanciando la propria posizione sul programma nucleare di Teheran e sulla sicurezza ai confini.
Il capo del governo ha ribadito che l’Iran non dovrà arrivare all’arma nucleare, con o senza un accordo internazionale. Secondo Netanyahu, il confronto con Teheran non può essere considerato chiuso e Israele dovrà restare pronto a difendersi anche contro i gruppi alleati dell’Iran nella regione.
Netanyahu ha rivendicato le operazioni condotte dal suo governo sostenendo di aver allontanato per anni il rischio di una minaccia nucleare contro la popolazione israeliana. Ha parlato di milioni di cittadini esposti a un pericolo grave e ha indicato nella deterrenza militare una delle condizioni per la sicurezza dello Stato.
Il premier ha poi spiegato che Israele punterà a rafforzare nuove alleanze regionali e internazionali, insieme a una maggiore autonomia nel settore della difesa. Il rapporto con gli Stati Uniti, ha aggiunto, resta quello tra partner di lunga data, anche quando le posizioni non coincidono su ogni dossier.
Parlando di Donald Trump, Netanyahu ha respinto le letture opposte diffuse negli Stati Uniti e in Israele, secondo cui uno dei due leader condizionerebbe le scelte dell’altro. Il premier ha definito il rapporto con il presidente americano una relazione tra alleati che spesso condividono la stessa linea, ma che possono anche divergere.
Netanyahu ha infine confermato che Israele resterà nelle aree di sicurezza in Libano, Gaza e Siria per tutto il tempo ritenuto necessario. Ha sostenuto di aver mantenuto una posizione ferma sul Libano e ha affermato che anche gli Stati Uniti rispettano questa determinazione.
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