Steve Feltham e il mostro di Loch Ness, 35 anni vissuti in un furgone per inseguire Nessie
Steve Feltham vive da 35 anni sulle rive di Loch Ness per cercare il leggendario mostro Nessie. Ha lasciato lavoro e casa nel 1991 e continua ancora oggi la sua ricerca, occupandosi anche di smascherare immagini false create con l'intelligenza artificiale.
Da oltre tre decenni la sua vita ruota attorno a un unico obiettivo: trovare tracce del leggendario mostro di Loch Ness. Steve Feltham, oggi 63 anni, nel 1991 ha preso una decisione che ha cambiato completamente il suo futuro. Ha lasciato il lavoro nel Dorset come installatore di sistemi di allarme e si è trasferito sulle sponde del celebre lago scozzese per dedicarsi a tempo pieno alla ricerca di Nessie.
La scelta è nata dal desiderio di vivere un'esperienza fuori dall'ordinario. Convinto che la ricerca del misterioso animale potesse diventare l'avventura della sua vita, Feltham ha rinunciato alle abitudini quotidiane e si è stabilito vicino al lago. Da allora vive in un furgone trasformato in una sorta di centro operativo personale, che lui stesso ha soprannominato "Loch Ness Monster HQ".
La sua base si trova a Dores Beach, una delle zone più note affacciate sul Loch Ness. Proprio lì aveva conosciuto la donna che sarebbe diventata sua moglie. Oggi la coppia vive separata: lei risiede a Inverness, mentre lui continua a trascorrere le sue giornate vicino al lago. Nonostante la distanza, i rapporti tra i due sono rimasti buoni e continuano a incontrarsi regolarmente.
Per i primi dieci anni Feltham ha abitato esclusivamente nel furgone. Successivamente un proprietario di un pub locale gli ha permesso di costruire una piattaforma in legno e una sistemazione più stabile. Le sue giornate scorrono tra l'osservazione delle acque del lago e le conversazioni con i numerosi turisti incuriositi dalla sua storia.
Per mantenersi realizza e vende piccole sculture in argilla raffiguranti Nessie. Gli oggetti artigianali vengono acquistati dai visitatori e rappresentano la principale fonte di sostentamento per continuare la sua attività di ricerca.
In tutti questi anni Feltham afferma di aver assistito a un solo episodio che considera davvero insolito. Racconta che, durante il suo primo anno trascorso stabilmente sul lago, notò qualcosa muoversi nell'acqua in direzione opposta alle onde. L'oggetto lasciava una scia bianca e procedeva ad alta velocità, ricordandogli il passaggio di un siluro o di una moto d'acqua, ma senza alcun mezzo visibile.
Quell'avvistamento è rimasto impresso nella sua memoria. Il suo unico rimpianto riguarda la mancata fotografia del fenomeno. Nonostante ciò, l'episodio ha rafforzato la convinzione che valesse la pena continuare a osservare il lago nella speranza di assistere nuovamente a qualcosa di simile.
Negli ultimi anni una parte crescente del suo lavoro riguarda però un altro fronte. Feltham dedica molto tempo a verificare presunti avvistamenti e immagini che circolano online, spesso generate artificialmente. Secondo lui, nella maggior parte dei casi esistono spiegazioni ordinarie per ciò che viene scambiato per il mostro di Loch Ness, mentre altre volte si tratta di falsificazioni volontarie.
L'arrivo dell'intelligenza artificiale ha complicato ulteriormente la situazione. Feltham sostiene che oggi sia molto più semplice creare immagini credibili e diffonderle come prove autentiche. Per questo continua a esaminare fotografie e segnalazioni, cercando di distinguere i casi reali dalle manipolazioni digitali che alimentano il mito di Nessie.
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