Roland Garros, Zverev rivela la tensione dopo il ko di Sinner e la corsa verso il titolo

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Alexander Zverev ha ammesso di aver vissuto con forte tensione l’eliminazione di Jannik Sinner al Roland Garros, un risultato che lo ha trasformato nel principale favorito per il titolo poi conquistato a Parigi.

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Alexander Zverev ha raccontato di aver attraversato momenti di forte nervosismo durante il Roland Garros, soprattutto dopo l’uscita di scena di Jannik Sinner. Il tennista tedesco ha spiegato che la sconfitta dell’azzurro al secondo turno del torneo parigino gli ha fatto sentire addosso tutto il peso delle aspettative, anche perché l’assenza per infortunio di Carlos Alcaraz lo aveva proiettato tra i principali candidati alla vittoria finale.

Parlando a Sky Germania, Zverev ha confessato di non essere riuscito a dormire la notte successiva all’eliminazione di Sinner. Per diverso tempo aveva cercato di mostrarsi indifferente, ma ha ammesso che la realtà era molto diversa. Soltanto il fatto di dover giocare nel pomeriggio successivo gli ha consentito di recuperare qualche ora di riposo durante la mattinata.

Le sue difficoltà emotive non si sono fermate lì. Prima della sfida contro Quentin Halys era arrivata anche la sconfitta di Novak Djokovic, un altro evento che aveva modificato gli equilibri del torneo. Zverev ha raccontato di essersi sentito particolarmente a disagio e di aver disputato contro il francese quella che considera la sua peggior prestazione dell’intera edizione del Roland Garros.

Il numero uno tedesco ha spiegato di aver scelto deliberatamente di non mostrare all’esterno le proprie paure. In conferenza stampa, ha detto, non avrebbe mai potuto dichiarare apertamente di sentirsi terrorizzato o estremamente teso, perché questo avrebbe potuto influenzare negativamente lui stesso e offrire vantaggi psicologici agli avversari.

Secondo Zverev, la gestione mentale è stata determinante nelle fasi decisive del torneo. Ha raccontato di essersi ripetuto continuamente che tutto fosse sotto controllo fino a convincersene davvero. Dai quarti di finale in avanti, la battaglia principale sarebbe stata soprattutto nella testa.

Ripensando al trionfo ottenuto a Parigi, culminato con la vittoria in finale contro Flavio Cobolli, il tedesco ha respinto l’idea che il successo sia stato favorito esclusivamente dalle assenze o dalle eliminazioni eccellenti. Ha ricordato di aver vissuto negli anni diversi episodi sfortunati nei tornei del Grande Slam e ritiene che una parte di fortuna faccia inevitabilmente parte della carriera di ogni campione. Per questo considera il titolo conquistato un risultato meritato e ottenuto sul campo.

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