Crans Montana, nuovi audio e chat dei Moretti nell'inchiesta sul rogo del Constellation

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Il rogo del Constellation costò la vita a 41 persone, nuovi atti dell’inchiesta mostrano audio e messaggi dei proprietari su sparklers e uscite di emergenza, elementi ora al vaglio degli investigatori.

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Nuovi elementi entrano nell’inchiesta sulla tragedia del Constellation di Crans-Montana, il locale devastato da un incendio nella notte di Capodanno in cui hanno perso la vita 41 persone. Tra i documenti acquisiti dagli investigatori figurano messaggi vocali e conversazioni interne attribuite ai proprietari Jessica e Jacques Moretti, ora esaminati per ricostruire le procedure adottate all’interno della discoteca prima del disastro.

Tra gli atti compare un messaggio audio inviato da Jessica Moretti ai dipendenti il 6 dicembre 2025, poche settimane prima dell’incendio. Nel vocale la titolare parla dell’acquisto di circa 900 sparklers, le candele pirotecniche utilizzate durante il servizio ai tavoli. Nello stesso messaggio viene spiegato che il materiale avrebbe dovuto essere ritirato in Francia perché classificato come esplosivo e non consegnabile direttamente in Svizzera.

Gli investigatori stanno inoltre analizzando alcune conversazioni WhatsApp ritenute utili per comprendere la gestione della sicurezza nel locale. Una chat del 21 agosto 2021, attribuita a Jacques Moretti, riguarda una porta di emergenza situata vicino ai servizi igienici. In quel dialogo il proprietario chiedeva conferma che l’uscita fosse bloccata e inutilizzabile da parte dei clienti. Dopo la risposta affermativa di un collaboratore, sarebbe arrivata una reazione positiva.

Un altro scambio di messaggi, datato 13 dicembre 2019, riguarda ancora gli sparklers. Jessica Moretti invitava il personale a prestare la massima attenzione durante il servizio delle bottiglie ai tavoli, raccomandando di rimanere accanto ai clienti fino allo spegnimento completo delle candele. L’obiettivo era evitare che scintille o residui incandescenti raggiungessero divani, pavimenti o i materiali presenti sul soffitto del locale.

Nello stesso messaggio emergeva anche il timore che un eventuale utilizzo scorretto potesse provocare un incendio all’interno della struttura. Una frase che oggi assume un significato particolare alla luce di quanto accaduto nella notte della tragedia.

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, le conversazioni sarebbero state recuperate dal telefono di Cyanne Panine, la cameriera morta per asfissia durante il rogo. Nel corso degli interrogatori si è parlato anche dell’organizzazione dei servizi con bottiglie e candele pirotecniche. Jessica Moretti avrebbe dichiarato che la partecipazione a queste attività non era imposta ai dipendenti e che la gestione avveniva direttamente tra i membri dello staff. La titolare avrebbe inoltre sostenuto che la giovane cameriera prendeva parte a quel tipo di servizio di propria iniziativa.

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