Duplice morte di Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita, denunciata un'amica di famiglia dopo le analisi delle chat
Madre e figlia morte a Pietracatella, una stretta amica della famiglia è stata denunciata per favoreggiamento dopo presunte omissioni sulle tensioni familiari. Le chat estratte dai telefoni sequestrati avrebbero smentito alcune testimonianze rese agli investigatori.
A quasi sei mesi dalla morte di Antonella Di Ielsi e della figlia Sara Di Vita a Pietracatella, in provincia di Campobasso, l’inchiesta registra un nuovo sviluppo. Una donna molto vicina alla famiglia è stata denunciata per favoreggiamento dopo che le sue dichiarazioni agli investigatori sarebbero risultate incompatibili con alcuni elementi raccolti durante le indagini.
La donna, ascoltata più volte in Questura come persona informata sui fatti, avrebbe sempre sostenuto che all’interno della famiglia non vi fossero particolari contrasti o situazioni problematiche. Gli accertamenti effettuati dalla Squadra Mobile avrebbero però portato alla luce una realtà diversa, facendo emergere la possibile conoscenza da parte della testimone di tensioni e difficoltà familiari che non sarebbero state riferite agli investigatori.
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, non si tratterebbe di un episodio isolato. Nel corso dei mesi diverse persone vicine alla famiglia avrebbero mostrato scarsa disponibilità nel raccontare dettagli e circostanze legate ai rapporti interni al nucleo familiare, rallentando il lavoro investigativo.
Un contributo decisivo agli ultimi sviluppi sarebbe arrivato dall’analisi dei dispositivi elettronici sequestrati nell’abitazione di Pietracatella il 4 maggio scorso. Dai primi riscontri ottenuti sui telefoni cellulari sarebbero emerse conversazioni che farebbero riferimento a dissapori e tensioni familiari precedenti alla morte delle due donne.
Proprio il contenuto delle chat avrebbe consentito agli investigatori di confrontare le informazioni digitali con le testimonianze raccolte, evidenziando possibili incongruenze in alcune dichiarazioni rese davanti agli agenti.
Le verifiche tecniche sono ancora in corso e proseguiranno nelle prossime settimane. Sotto esame ci sono gli smartphone appartenuti ad Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita, il telefono di Alice Di Vita, oltre a un tablet, un computer e due modem recuperati all’interno della casa di famiglia.
Intanto in Questura a Campobasso continuano gli interrogatori di amici, conoscenti e persone ritenute in grado di fornire elementi utili alla ricostruzione dei rapporti familiari e delle circostanze che hanno preceduto la morte di madre e figlia.
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