Morte per ricina di Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita, analisi del telefono di Alice e undici contatti sotto esame

Alice Di Vita resta al centro delle verifiche sulla morte della madre Antonella Di Ielsi e della sorella Sara, uccise dalla ricina dopo Natale. Gli investigatori analizzano il suo telefono per ricostruire contatti e movimenti nei giorni decisivi.

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Morte per ricina di Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita, analisi del telefono di Alice e undici contatti sotto esame

Il telefono di Alice Di Vita è diventato uno degli elementi chiave nelle indagini sulla morte della madre Antonella Di Ielsi e della sorella Sara Di Vita, decedute a poche ore di distanza dopo le festività natalizie a causa di un avvelenamento da ricina. La giovane, unica a non aver manifestato sintomi, non è indagata ma il suo dispositivo è stato acquisito per accertamenti tecnici.

L’analisi forense dello smartphone, prevista entro la fine del mese, punta a ricostruire con precisione quanto accaduto tra il 22 dicembre e i giorni successivi. Gli inquirenti vogliono chiarire comunicazioni, spostamenti e relazioni avvenute nelle ore considerate decisive.

Tra i dati che verranno esaminati ci sono chat, appunti e messaggi che potrebbero fornire indicazioni sui pasti consumati dalla famiglia prima del malore e sui contatti avuti nelle ore precedenti al ricovero. Non conta solo il contenuto delle conversazioni, ma anche la loro frequenza e la tempistica, elementi utili per delineare il quadro complessivo.

Accanto al nucleo familiare emerge una rete di undici persone con cui Alice avrebbe avuto contatti nei giorni ritenuti rilevanti. Si tratta di parenti, conoscenti e anche figure legate all’ambiente sanitario. Tutte le comunicazioni, tra social, email e app di messaggistica, saranno passate al vaglio per individuare eventuali elementi utili.

Gli investigatori stanno valutando diverse ipotesi. Tra queste, la possibilità che l’esposizione alla ricina sia avvenuta in momenti differenti, anche considerando il peggioramento delle condizioni dopo una prima dimissione dall’ospedale. In parallelo prosegue un’indagine separata sull’operato dei sanitari che hanno seguito le due donne.

Resta aperto anche il tema della provenienza della sostanza. Le verifiche includono alcune ricerche sulla ricina effettuate tramite computer di un istituto agrario frequentato da un conoscente di Alice e dove insegna una docente legata alla famiglia. La sostanza deriva dai semi di ricino, facilmente reperibili sul mercato legale, un dettaglio che rende più complessa l’individuazione dell’origine.

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