Eros Gagliardi morto a Milano, il giovane calciatore aveva sconfitto la miocardite post-Covid

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Eros Gagliardi, giovane calciatore sopravvissuto a una miocardite post-Covid, è morto a Milano dopo un incidente in monopattino. Il 18enne aveva superato una lunga malattia ed era riuscito a tornare in campo.

Milano
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Si chiamava Eros Gagliardi il ragazzo di 18 anni deceduto all’ospedale Niguarda di Milano dopo il grave incidente avvenuto nella notte nel quartiere Bicocca. Il giovane era rimasto coinvolto nello scontro tra un monopattino elettrico, sul quale viaggiava insieme a un amico che era alla guida, e un’auto in via dell’Innovazione, nella zona nord della città.

La notizia della sua morte ha colpito profondamente amici, conoscenti e il mondo dello sport dilettantistico milanese, dove Eros era conosciuto per la sua passione per il calcio. Tifoso del Milan, aveva condiviso per anni il suo percorso sportivo con numerosi compagni di squadra e allenatori.

La sua storia era diventata nota già alcuni anni fa, quando si era trovato ad affrontare una difficile battaglia contro una miocardite sviluppata dopo aver contratto il Covid. La patologia cardiaca lo aveva costretto a interrompere improvvisamente l’attività agonistica proprio mentre coltivava il sogno di continuare a giocare a calcio.

La diagnosi era stata un momento particolarmente duro. Il giovane aveva raccontato di aver temuto che il problema di salute potesse mettere fine ai suoi progetti sportivi. Oltre alle difficoltà fisiche, aveva dovuto fare i conti con il peso psicologico di vedere il proprio corpo incapace di sostenere ciò che fino a poco tempo prima faceva con naturalezza.

Con il passare dei mesi, grazie alle cure ricevute negli ospedali Buzzi e San Raffaele di Milano, Eros aveva iniziato un lungo percorso di recupero. Accanto al lavoro dei medici, decisivo era stato il sostegno della famiglia, che lo aveva accompagnato durante tutte le fasi della riabilitazione.

Il diciottenne aveva più volte ricordato il ruolo fondamentale dei suoi genitori e in particolare del padre Rudy, che lo aveva incoraggiato a non arrendersi nei momenti più difficili. La determinazione personale e l’amore per il calcio gli avevano permesso di tornare ad allenarsi e a rimettere piede sul campo dopo la malattia.

La sua scomparsa lascia sgomenta una comunità che aveva seguito da vicino il suo percorso di rinascita sportiva e umana, culminato con il ritorno all’attività calcistica dopo la guarigione.

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