Meloni in Senato: scontro con Renzi e M5S su Europa, difesa e pressione fiscale

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Giorgia Meloni difende la linea del governo in Senato, respinge le critiche sull’Europa e sull’assenza al vertice di Tivat e replica alle opposizioni su banche, energia, difesa e pressione fiscale.

Giorgia Meloni
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Nel dibattito al Senato in vista del prossimo Consiglio europeo, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha affrontato i principali temi dell’agenda politica ed economica, dalle regole europee alla sicurezza energetica, passando per difesa, sistema bancario e politiche fiscali. In apertura del suo intervento ha ringraziato i parlamentari per la solidarietà ricevuta dopo le tensioni registrate alla Camera nei giorni precedenti, definendo il confronto parlamentare nel complesso equilibrato e rispettoso.

Parlando del futuro dell’Unione europea, la premier ha ribadito la propria visione di un’Europa meno invasiva nelle competenze degli Stati membri. Secondo Meloni, il principio di sussidiarietà previsto dai trattati deve restare centrale, evitando che Bruxelles assuma funzioni che possono essere svolte a livello nazionale. Ha inoltre ricordato che il prossimo anniversario dei Trattati di Roma potrebbe rappresentare un’occasione per riflettere sul percorso compiuto dall’integrazione europea e sulle prospettive future.

Rispondendo alle critiche relative alla mancata partecipazione al vertice di Tivat dedicato ai Balcani occidentali, la presidente del Consiglio ha respinto le accuse dell’opposizione. Ha spiegato di aver scelto di partecipare a un altro appuntamento istituzionale ritenuto prioritario e di non essere riuscita a raggiungere in tempo il vertice montenegrino. Per Meloni, mettere in discussione la storica attenzione dell’Italia verso i Balcani per una singola assenza significa alimentare polemiche prive di reale consistenza.

Nel confronto con il Movimento 5 Stelle è tornato anche il tema del Patto di stabilità europeo. La premier ha difeso l’accordo sottoscritto dall’Italia, sostenendo che fosse preferibile rispetto al rischio di un ritorno automatico alle regole precedenti. Ha inoltre rivendicato la scelta di introdurre una tassazione sugli extraprofitti bancari, accusando i pentastellati di non aver adottato misure analoghe durante le proprie esperienze di governo.

Meloni ha poi ricordato alcune decisioni assunte dai governi guidati o sostenuti dal Movimento 5 Stelle, citando tra gli altri il Superbonus e le alleanze politiche strette nel corso delle diverse legislature. Il confronto si è esteso anche ai temi energetici. La presidente del Consiglio ha sostenuto che il gas proveniente dalla Russia non garantisce prezzi inferiori rispetto ad altre fonti e ha difeso la strategia di diversificazione degli approvvigionamenti adottata dall’esecutivo.

Sulla transizione energetica, la premier ha rivendicato l’aumento delle installazioni da fonti rinnovabili e ha confermato che il governo continua a puntare su un mix energetico diversificato. In questa prospettiva, il nucleare viene considerato una possibile soluzione nel medio-lungo periodo, pur richiedendo tempi tecnici significativi per la sua eventuale realizzazione.

Nel capitolo dedicato alla sicurezza, Meloni ha precisato che il dibattito sugli investimenti per la difesa non riguarda esclusivamente gli armamenti. Ha spiegato che le risorse aggiuntive previste comprendono interventi per infrastrutture strategiche, cybersicurezza, forze dell’ordine e tutela del territorio, inserendo queste voci nel più ampio concetto di sicurezza nazionale.

La premier ha inoltre respinto le accuse di scarsa trasparenza nelle operazioni che coinvolgono il settore bancario. Replicando a un intervento del senatore del Movimento 5 Stelle Mario Turco, ha escluso qualsiasi comportamento opaco da parte del governo e ha richiamato le polemiche emerse durante le audizioni sulla gestione degli acquisti di dispositivi sanitari nel periodo della pandemia.

La fase più accesa della seduta è arrivata durante il confronto con il leader di Italia Viva Matteo Renzi. L’ex presidente del Consiglio ha paragonato l’assenza dell’Italia da alcuni tavoli internazionali alla mancata partecipazione della Nazionale ai Mondiali di calcio, attribuendola all’incapacità dell’esecutivo. Renzi ha inoltre rilanciato il soprannome di “lady tax”, sostenendo che la pressione fiscale sia aumentata rispetto alle promesse formulate da Meloni prima dell’arrivo a Palazzo Chigi.

Nella replica, la presidente del Consiglio ha contestato le ricostruzioni dell’ex premier, negando che il governo abbia aumentato le tasse. Secondo Meloni, l’incremento del gettito fiscale deriva soprattutto dalla crescita dell’occupazione. Ha inoltre ricordato le polemiche che coinvolsero Renzi durante il suo mandato, citando i rapporti con la Francia e la questione delle aree marittime oggetto di accordi bilaterali.

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