Trump annuncia nuovi attacchi contro l'Iran, tensione in aumento tra Washington e Teheran
Gli Stati Uniti annunciano nuovi attacchi contro l’Iran per il terzo giorno consecutivo. Donald Trump conferma un’ulteriore offensiva militare, mentre aumentano le tensioni nel Golfo dell’Oman e si allontana l’ipotesi di una tregua.
Donald Trump ha annunciato una nuova offensiva militare contro l’Iran, confermando che gli Stati Uniti colpiranno nuovamente obiettivi della Repubblica islamica nella serata dell’11 giugno. Il presidente americano ha rilanciato la linea della massima pressione nei confronti di Teheran, parlando di un’azione condotta “con grande forza” per il terzo giorno consecutivo.
Le dichiarazioni arrivano in una fase di crescente scontro tra i due Paesi. In un messaggio pubblicato sui social, Trump ha inoltre sostenuto che Washington potrebbe assumere il controllo dell’isola di Kharg, snodo strategico per le esportazioni energetiche iraniane, e di altre infrastrutture legate al settore petrolifero. Secondo il presidente statunitense, una simile strategia consentirebbe agli Stati Uniti di esercitare un’influenza diretta sui mercati del petrolio e del gas.
La Casa Bianca continua a ritenere che la pressione militare possa costringere Teheran ad accettare concessioni nei negoziati. Negli ultimi giorni l’amministrazione americana ha autorizzato nuove operazioni contro installazioni militari iraniane, accusando il governo degli ayatollah di rallentare deliberatamente ogni tentativo di accordo.
Anche il segretario alla Difesa Pete Hegseth ha ribadito una posizione particolarmente dura, affermando che gli Stati Uniti sono pronti a trattare utilizzando la forza se necessario. Una linea che riflette il crescente malcontento dell’amministrazione americana per il mancato avanzamento dei colloqui diplomatici.
Da parte iraniana, però, la risposta resta ferma. L’ambasciatore presso le Nazioni Unite, Amir Saeid Iravani, ha ribadito che Teheran non accetterà intese ottenute attraverso minacce o azioni militari. La leadership iraniana continua infatti a sostenere che qualsiasi accordo debba nascere da negoziati e non da pressioni armate.
Nel frattempo proseguono anche le operazioni navali statunitensi. L’esercito americano ha comunicato di aver neutralizzato una terza petroliera nell’arco di una settimana, accusata di aver violato il blocco imposto ai porti iraniani. L’episodio si inserisce in una serie di interventi avviati nell’ambito delle restrizioni marittime imposte da Washington.
Secondo il Comando centrale degli Stati Uniti (Centcom), un velivolo americano ha lanciato due missili Hellfire contro la sala macchine di una nave battente bandiera della Guinea-Bissau nel Golfo dell’Oman. Le forze statunitensi sostengono che l’equipaggio abbia ignorato ripetutamente gli ordini ricevuti durante l’intercettazione.
Il Centcom ha precisato che si tratta del nono intervento di questo tipo dall’avvio del blocco, entrato in vigore il 13 aprile. L’imbarcazione, secondo la versione americana, stava tentando di trasportare petrolio in violazione delle misure restrittive adottate dagli Stati Uniti.
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