Squalo bianco nello Stretto di Sicilia, il raro avvistamento durante un'immersione tra i relitti
Uno squalo bianco adulto è stato filmato nello Stretto di Sicilia durante un’immersione per rimuovere reti fantasma, una ripresa considerata tra le più rare mai documentate nel Mediterraneo.
Un esemplare adulto di squalo bianco è stato avvistato nelle acque dello Stretto di Sicilia durante un’operazione subacquea dedicata alla rimozione di reti da pesca abbandonate. L’incontro è stato documentato dai membri dell’organizzazione Healthy Seas, impegnati in un intervento su un relitto situato tra la Sicilia e la Tunisia.
Le immagini raccolte dai sub potrebbero rappresentare una delle prime testimonianze video di un grande squalo bianco adulto osservato vivo nel suo ambiente naturale nel Mar Mediterraneo. Un evento particolarmente raro, considerando che la maggior parte delle informazioni sulla presenza della specie in quest’area deriva da esemplari rinvenuti morti o catturati accidentalmente durante attività di pesca.
A individuare il predatore è stato il subacqueo Derk Remmers, che stava partecipando alle operazioni di recupero delle cosiddette reti fantasma. Secondo il team, l’incontro è avvenuto a breve distanza dall’animale, che ha continuato a muoversi nelle acque circostanti mentre i sub completavano il lavoro previsto sul relitto.
La zona dell’avvistamento è considerata un’area di elevato valore naturalistico. Lo Stretto di Sicilia ospita numerose specie marine e rappresenta uno dei punti più ricchi di biodiversità del Mediterraneo, ma allo stesso tempo è soggetto a una forte pressione legata alle attività di pesca.
Per Healthy Seas, la presenza dello squalo conferma il valore ecologico di questo tratto di mare e la necessità di ridurre minacce come l’abbandono di attrezzature da pesca sui fondali. Le reti disperse continuano infatti a intrappolare pesci, tartarughe e altri organismi marini anche dopo essere state abbandonate.
Secondo il biologo marino Carlo Cattano del Centro Marino Siciliano della Stazione Zoologica Anton Dohrn, osservazioni di questo tipo sono particolarmente preziose per comprendere meglio distribuzione, spostamenti e comportamento di una specie classificata come in pericolo critico nel Mediterraneo. Gli studi condotti negli ultimi anni hanno individuato diverse aree chiave per la conservazione degli squali e questo episodio rafforza ulteriormente l’interesse scientifico verso la zona.
Il ritrovamento arriva in un periodo in cui i ricercatori stanno monitorando con attenzione gli effetti del cambiamento climatico sulla distribuzione degli squali. Alcuni studi hanno ipotizzato che l’aumento delle temperature marine possa favorire il ritorno dei grandi squali bianchi in aree europee dove erano presenti in passato, comprese alcune regioni del Mare del Nord e delle coste britanniche.
Sebbene nel Regno Unito non esistano conferme ufficiali della presenza della specie, negli ultimi anni sono stati segnalati diversi avvistamenti non verificati tra la Cornovaglia e il nord della Scozia. L’osservazione registrata nello Stretto di Sicilia fornisce intanto nuove informazioni sulla presenza di uno dei predatori più iconici degli oceani nelle acque del Mediterraneo.
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