Massimo Giletti e il futuro in Rai, il conduttore rilancia con lo speciale su Mussolini
Massimo Giletti conferma la volontà di restare in Rai e presenta uno speciale su Mussolini. Il giornalista respinge le accuse di revisionismo e rilancia il dibattito sulle responsabilità dell’Italia nel dopoguerra.
Massimo Giletti torna in prima serata su Rai 3 con Mussolini – Le verità nascoste, una docu-inchiesta dedicata ad alcuni aspetti ancora dibattuti della storia italiana. Lo speciale arriva al termine della stagione de Lo stato delle cose, programma che il giornalista considera un successo dopo aver registrato una media vicina al 7% di share.
Nel corso di un’intervista rilasciata alla vigilia della messa in onda, Giletti ha tracciato un bilancio positivo degli ultimi mesi televisivi e ha parlato anche del proprio futuro professionale. Il conduttore ha escluso l’ipotesi di lasciare la televisione pubblica, ribadendo il forte legame con la Rai, che considera la sua casa professionale fin dagli esordi.
Secondo quanto spiegato dal giornalista, il confronto con i vertici aziendali per il rinnovo del contratto procede con fiducia. L’obiettivo sarebbe quello di definire l’accordo entro la fine di giugno, consolidando così la sua presenza all’interno dell’azienda anche per le prossime stagioni.
Lo speciale dedicato a Benito Mussolini è destinato ad alimentare il confronto pubblico su una delle pagine più controverse della storia nazionale. Giletti ha respinto con decisione le accuse preventive di revisionismo, sostenendo che il documentario non intende modificare i fatti storici né mettere in discussione le responsabilità del regime fascista.
Il conduttore ha ricordato che le conseguenze della dittatura e le vittime causate da quel periodo rappresentano elementi incontestabili. Allo stesso tempo, ritiene legittimo approfondire questioni rimaste aperte e interrogarsi su aspetti che, a distanza di ottant’anni, continuano a suscitare discussioni tra studiosi e osservatori.
La trasmissione vedrà inoltre la partecipazione di Michele Santoro e Bruno Vespa. Ai due giornalisti verrà sottoposta una domanda legata al secondo dopoguerra italiano e all’assenza di un processo paragonabile a quello di Norimberga per affrontare le responsabilità del fascismo. Un tema che Giletti considera ancora centrale per comprendere il rapporto dell’Italia con il proprio passato.
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