Marco Poggi a Quarto Grado, Roberta Bruzzone difende il fratello di Chiara dalle accuse
Marco Poggi sarà intervistato a Quarto Grado e risponderà pubblicamente alle accuse e alle ricostruzioni circolate negli anni sul suo conto. Roberta Bruzzone parla di campagne diffamatorie e attacca chi ha alimentato sospetti e teorie prive di fondamento.
Marco Poggi interverrà nella puntata di Quarto Grado in programma venerdì sera, dove sarà intervistato dal conduttore Gianluigi Nuzzi. Ad annunciarlo è stata la criminologa Roberta Bruzzone attraverso alcuni messaggi pubblicati sui social, nei quali ha espresso soddisfazione per l’occasione concessa al fratello di Chiara Poggi di raccontare la propria versione dei fatti.
Secondo Bruzzone, negli anni Marco Poggi sarebbe stato coinvolto suo malgrado in una lunga serie di accuse, indiscrezioni e ricostruzioni diffuse sul web e rilanciate anche da alcuni mezzi di informazione. La criminologa sostiene che molte di queste ipotesi abbiano colpito duramente una persona già segnata dalla tragedia che ha coinvolto la sua famiglia.
Nel suo intervento social, Bruzzone ha parlato di una vera e propria campagna persecutoria alimentata da contenuti privi di riscontri e da interpretazioni che, a suo giudizio, avrebbero contribuito a creare sospetti infondati. Per questo considera l’intervista televisiva un'opportunità per consentire a Marco Poggi di rispondere direttamente alle contestazioni e chiarire gli aspetti più controversi emersi nel tempo.
La criminologa ha inoltre sostenuto che alcune delle persone coinvolte nella diffusione di determinate accuse siano oggi oggetto di verifiche da parte dell’autorità giudiziaria. Ha quindi ribadito la necessità di riportare il confronto sui fatti accertati, criticando chi avrebbe trasformato il caso in terreno di scontro mediatico.
In un secondo intervento, Bruzzone ha affrontato anche la vicenda che ha riguardato il procuratore Venditti. La criminologa ha ricordato come nei suoi confronti siano state avanzate accuse molto pesanti, poi esaminate nelle sedi competenti senza che trovassero conferma.
Secondo la sua ricostruzione, attorno alla figura del magistrato si sarebbe sviluppata una narrazione che lo avrebbe indicato come simbolo di tradimento e corruzione. Bruzzone ritiene invece che molte delle accuse formulate pubblicamente siano state alimentate da chi avrebbe privilegiato la ricerca di visibilità rispetto alla prudenza necessaria in vicende giudiziarie particolarmente delicate.
La criminologa ha quindi rivolto nuove critiche a coloro che, a suo dire, avrebbero costruito e diffuso teorie prive di fondamento, contribuendo ad alimentare campagne mediatiche contro persone ritenute innocenti. Nel suo messaggio ha invitato a evitare giudizi anticipati e a distinguere tra i fatti accertati e le ricostruzioni prive di riscontri.
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