Morte di Beatrice a Bordighera, le foto delle violenze inviate dalla sorella non furono ascoltate
La sorella maggiore di Beatrice denunciò le violenze con foto e messaggi, ma le sue richieste d’aiuto rimasero senza risposta. Dalle indagini emergono nuovi dettagli sulla morte della bimba di 2 anni avvenuta a Bordighera.
Nuovi elementi aggravano il quadro emerso attorno alla morte di Beatrice, la bambina di due anni deceduta a febbraio a Bordighera. Per il caso sono stati arrestati la madre, Emanuela Aiello, e il suo compagno Emanuel Iannuzzi. Al centro delle indagini ci sono ora anche le testimonianze e i racconti delle due sorelle maggiori della piccola, di 9 e 7 anni, oggi ospitate in una struttura protetta e seguite dai servizi sociali.
Dagli accertamenti svolti dagli investigatori sui telefoni cellulari e sulle conversazioni conservate nei dispositivi è emersa una situazione familiare segnata da gravi carenze nell’assistenza ai minori. Secondo quanto ricostruito, la figlia maggiore aveva assunto un ruolo che non avrebbe dovuto appartenerle, occupandosi quotidianamente della sorellina più piccola. Preparava da mangiare, la cambiava e provvedeva alle sue necessità mentre la madre trascorreva molto tempo con il compagno.
La relazione trasmessa agli atti descrive una bambina particolarmente matura per la sua età, costretta a gestire responsabilità da adulta. Quando chiedeva supporto alla madre, le risposte ricevute erano spesso accompagnate da insulti e rimproveri. Anche Emanuel Iannuzzi interveniva nelle conversazioni rivolgendosi alla bambina con toni bruschi e infastiditi.
Tra gli aspetti più inquietanti emersi dalle indagini ci sono i racconti relativi alle presunte aggressioni subite da Beatrice. La sorella maggiore avrebbe assistito più volte alle violenze e, in almeno una ventina di occasioni, avrebbe fotografato il volto tumefatto della piccola inviando le immagini alla madre. Nei messaggi manifestava preoccupazione e attribuiva le lesioni a Iannuzzi, ma le sue segnalazioni non avrebbero prodotto alcun intervento.
Dopo il decesso della bambina, le due sorelle furono ascoltate dagli inquirenti. In un primo momento negarono di conoscere il compagno della madre. Successivamente, una volta accolte nella struttura protetta, decisero di raccontare quanto avevano vissuto. Le loro dichiarazioni hanno contribuito a delineare un quadro diverso rispetto a quello inizialmente fornito.
Secondo i verbali raccolti, le bambine hanno spiegato che il comportamento della madre sarebbe cambiato dopo l’inizio della relazione con Iannuzzi. Hanno riferito che la donna avrebbe iniziato a bere frequentemente e che sarebbero comparsi atteggiamenti aggressivi nei confronti delle figlie. Le minori hanno inoltre raccontato di essere state lasciate sole più volte mentre la madre trascorreva le notti a casa del compagno.
Le testimonianze hanno riguardato anche le ore precedenti alla tragedia. Le sorelle hanno escluso che Beatrice fosse caduta dalle scale o dalla culla, circostanze che erano state ipotizzate in precedenza. Secondo quanto riferito, la sera in cui la bambina si aggravò, la madre lasciò l’abitazione di Perinaldo insieme alle tre figlie e raggiunse Bordighera in auto. Soltanto dopo vennero richiesti i soccorsi per la piccola, quando ormai le sue condizioni erano disperate.
Notizie correlate
Morte della piccola Beatrice a Bordighera, nelle chat insulti e foto dei lividi Beatrice muore a 2 anni dopo settimane di presunte violenze, le chat acquisite dagli investigatori mostrano insulti, foto dei lividi e l’abbandono delle tre sorelle affidate per giorni alla figlia maggiore di 9 anni.
Bordighera, le sorelle di Beatrice raccontano mesi di violenze prima della morte della bimba La piccola a soli 2 anni è morta dopo mesi di presunti maltrattamenti a Bordighera.