Maccio Capatonda, i social come nuovi mostri e il debutto a teatro tra paura ed emozione
Maccio Capatonda presta la voce a Max nel nuovo film dei Minions e racconta il suo rapporto con social network, intelligenza artificiale e futuro professionale. L’attore critica l’ossessione per la perfezione online e prepara il debutto a teatro.
Maccio Capatonda torna al cinema d’animazione prestando la voce a Max, regista degli anni Venti protagonista di “Minions & Monsters”, nelle sale dal 1° luglio dopo la presentazione al Festival di Annecy. Per l’attore e autore si è trattato di un’esperienza diversa dal solito, affrontata con un approccio più emotivo grazie al lavoro svolto insieme al direttore di doppiaggio Marco Guadagno.
Parlando del personaggio, Capatonda racconta di aver trovato diversi punti di contatto con lui. Max è un regista appassionato di cinema, alle prese con una squadra difficile da gestire e composta da personalità imprevedibili. Una situazione che l’artista conosce bene per esperienza diretta. La sfida di guidare un gruppo di personaggi fuori dagli schemi è stata proprio uno degli aspetti che lo hanno convinto ad accettare il ruolo.
Partendo dal tema dei “mostri”, l’attore allarga il discorso alla società contemporanea. Per lui le vere paure di oggi non appartengono al cinema horror, ma a fenomeni quotidiani come il degrado sociale e l’abitudine a mostrare sui social gli aspetti peggiori del comportamento umano. A colpirlo particolarmente è la pressione costante che spinge le persone a presentarsi come impeccabili, insieme alla velocità con cui si consumano informazioni, relazioni e risorse naturali.
Già con il film “Il migliore dei mondi” aveva affrontato il tema della nostalgia per l’analogico. Oggi osserva alcuni segnali di stanchezza nei confronti della connessione permanente e spera che questo possa favorire una riscoperta di rapporti più autentici. Secondo Capatonda, il flusso continuo di contenuti digitali rischia di allontanare le persone dalla realtà e dai legami umani, rendendo difficile gestire una quantità così elevata di informazioni.
Grande appassionato di cinema horror, l’autore non esclude un futuro progetto nel genere. Al momento è impegnato nella preparazione di “Spettacolo teatrale”, il suo primo lavoro pensato per il palcoscenico, che debutterà a fine ottobre. Parallelamente sta riprendendo in mano un soggetto horror scritto tempo fa e che potrebbe trasformarsi nel suo prossimo progetto cinematografico.
L’esordio a teatro rappresenta per lui una sfida completamente nuova. Ammette di vivere questa esperienza con una combinazione di entusiasmo e timore, consapevole di trovarsi davanti a qualcosa di inedito. Dopo anni trascorsi tra video e produzioni digitali, il contatto diretto con il pubblico rappresenta un cambiamento radicale nel suo percorso artistico.
Nel corso dell’intervista è arrivata anche una riflessione sull’intelligenza artificiale, tema sempre più presente nel mondo creativo. Capatonda spiega di considerarla uno strumento utile, purché resti un supporto e non un sostituto del lavoro umano. La utilizza come interlocutore creativo, capace di fornire spunti e risposte a partire dalle sue idee, mantenendo però al centro il contributo personale dell’autore.
Notizie correlate
Maccio Capatonda : Nel mio libro dettagli scabrosi sulla Canalis