Beatrice morta a Bordighera, il nonno accusa Manuel Iannuzzi Minacciava mia figlia e le bambine
Beatrice è morta a due anni dopo presunte violenze a Bordighera, arrestato anche il compagno della madre. Il nonno racconta minacce e isolamento durati pochi giorni prima della tragedia.
Nuovi particolari emergono sulla morte di Beatrice, la bambina di due anni deceduta a Bordighera nel febbraio scorso. La procura continua a indagare sulle presunte violenze subite dalla piccola e, dopo l’arresto della madre Emanuela Aiello con l’accusa di omicidio volontario, nelle scorse ore è finito in carcere anche il compagno della donna, Manuel Iannuzzi. Per entrambi le contestazioni sono le stesse.
Durante la trasmissione televisiva “Dentro la Notizia” è intervenuto il nonno materno della bambina, che ha parlato di un clima di paura vissuto negli ultimi giorni prima della tragedia. L’uomo ha spiegato di volere giustizia senza fare distinzioni nemmeno nei confronti della figlia. «Se ha sbagliato deve pagare», ha dichiarato.
Secondo il suo racconto, i rapporti con la famiglia si sarebbero interrotti improvvisamente per circa una settimana o dieci giorni. Un periodo breve, ma che per gli investigatori potrebbe essere stato decisivo. Il nonno ha raccontato di telefonare ogni sera per avere notizie delle bambine, ricevendo spesso risposte evasive. «Dicevano che Beatrice aveva la febbre oppure che stava dormendo», ha spiegato.
L’uomo sostiene che Manuel Iannuzzi impedisse alla compagna e ai bambini di parlare liberamente con i parenti. Nel corso dell’intervista ha riferito anche di presunte minacce rivolte alla figlia. «Le diceva che avrebbe ucciso lei e la sua famiglia se avesse parlato», ha raccontato.
Il nonno ha inoltre affermato di non sapere dove si trovino attualmente le altre nipoti, allontanate dopo l’apertura dell’inchiesta. «Non abbiamo più alcun contatto», ha detto.
Già nei mesi scorsi altri familiari avevano descritto agli investigatori una situazione familiare molto difficile. La nonna paterna della bambina aveva parlato di frequenti tensioni con Emanuela Aiello e di comportamenti considerati aggressivi. Aveva anche riferito che i contatti con la donna avvenivano soprattutto per aiuti economici destinati alle bambine.
Tutti gli elementi raccolti nelle testimonianze restano ora al vaglio degli inquirenti, che stanno cercando di ricostruire quanto accaduto nei giorni precedenti alla morte della piccola Beatrice.
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