Bordighera, arrestato Manuel Iannuzzi per la morte di Beatrice: Costretta a fumare sigarette

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La procura di Imperia ha arrestato Manuel Iannuzzi per i presunti maltrattamenti sulla piccola Beatrice morta a due anni a Bordighera. Nel telefono dell’uomo trovati foto della bimba ferita e un video in cui viene costretta a fumare.

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Bordighera, arrestato Manuel Iannuzzi per la morte di Beatrice: Costretta a fumare sigarette
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Manuel Iannuzzi, 42 anni, residente a Perinaldo nell’entroterra della provincia di Imperia, è stato arrestato all’alba di sabato 30 maggio con l’accusa di maltrattamenti aggravati dalla morte della piccola Beatrice, la bambina di due anni trovata senza vita il 9 febbraio 2026 a Bordighera.

L’uomo è il compagno di Emanuela Aiello, madre della bambina, già detenuta dal giorno del decesso e raggiunta ora da una nuova ordinanza cautelare. Secondo gli investigatori, la morte della piccola sarebbe arrivata dopo una lunga serie di violenze domestiche.

Durante le indagini i carabinieri hanno sequestrato il cellulare di Iannuzzi. All’interno sarebbero state trovate immagini della bambina con il volto tumefatto e un video in cui la piccola viene obbligata a fumare una sigaretta mentre gli adulti presenti ridono e lei piange disperata.

Il procuratore di Imperia Alberto Lari ha parlato di violenza brutale, spiegando che il giudice descrive nell’ordinanza episodi di maltrattamenti particolarmente gravi.

Beatrice e la madre avevano trascorso la notte tra l’8 e il 9 febbraio nell’abitazione di Iannuzzi a Perinaldo. Per gli inquirenti sarebbe stato proprio lì il luogo della morte della bambina, prima che il corpo venisse trasportato in auto fino a Bordighera.

Nei mesi successivi alla tragedia, Iannuzzi aveva sempre respinto ogni accusa. In un’intervista televisiva rilasciata a marzo aveva dichiarato di aver dato “solo amore e da mangiare” alle bambine, sostenendo che quella vicenda gli avesse “rovinato la vita”.

Le indagini dei carabinieri del Ris di Parma hanno però portato al ritrovamento di tracce di sangue sia nell’auto di Emanuela Aiello sia nell’abitazione di Perinaldo. Elementi che, secondo la procura, si aggiungono all’esito dell’autopsia, che ha individuato in un grave trauma cranico la causa della morte.

Nell’ordinanza cautelare gli investigatori parlano di comportamenti caratterizzati da modalità atroci e da una “indole crudele”.

Nel corso delle perquisizioni è stato arrestato anche Franco Iannuzzi, padre di Manuel. I carabinieri hanno trovato circa due chili di tritolo con relativa miccia nella cantina dell’abitazione di famiglia a Vallecrosia, in via Papa Giovanni XXIII. L’uomo è accusato di detenzione di materiale esplodente.

Il materiale è stato sequestrato dagli artificieri antisabotaggio dell’Arma. Dopo il sequestro della casa di Perinaldo, Manuel Iannuzzi si era trasferito proprio nell’abitazione dei genitori a Vallecrosia.

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