Ebola, negativo il test sul paziente rientrato dal Congo in Sardegna

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Il paziente rientrato dal Congo e ricoverato in Sardegna non ha contratto Ebola. Gli esperti spiegano che i controlli sanitari attivati in Italia stanno funzionando e che il rischio di diffusione del virus resta molto basso.

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È risultato negativo al virus Ebola il test eseguito sul paziente arrivato in Sardegna dopo un viaggio nella Repubblica Democratica del Congo. Gli accertamenti sono stati effettuati allo Spallanzani di Roma, centro di riferimento nazionale per le malattie infettive.

L’episodio aveva fatto scattare le procedure di sicurezza previste per i casi sospetti. Il paziente presentava sintomi compatibili con diverse infezioni diffuse nell’area africana da cui proveniva, motivo per cui le autorità sanitarie hanno attivato immediatamente il protocollo di sorveglianza.

Secondo l’epidemiologo Pier Luigi Lopalco, docente di Igiene all’Università del Salento, il sistema di controllo sta funzionando correttamente. Chi rientra da zone interessate da focolai può manifestare febbre o disturbi legati a numerose patologie infettive presenti sul territorio, tra cui malaria e infezioni gastrointestinali.

Lopalco ricorda che il modello adottato in Italia è lo stesso utilizzato durante l’emergenza Ebola del 2014. Il meccanismo si basa soprattutto sull’autosegnalazione delle persone rientrate dai Paesi a rischio e sull’intervento rapido delle strutture sanitarie locali, seguendo le indicazioni diffuse dal ministero della Salute.

Anche Gianni Rezza, docente dell’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano ed ex direttore generale della Prevenzione del ministero della Salute, invita a mantenere equilibrio e prudenza. In Italia arrivano regolarmente viaggiatori provenienti da Paesi africani e non è raro che presentino sintomi causati da malattie contratte durante il soggiorno o i lunghi spostamenti.

Rezza sottolinea che febbre, problemi respiratori o disturbi intestinali possono avere origini molto diverse da Ebola. Tuttavia, anche in assenza di una reale esposizione al virus, le autorità locali tendono ad applicare il principio della massima precauzione, soprattutto quando i sintomi coincidono con quelli previsti nei protocolli sanitari.

Gli esperti spiegano che queste segnalazioni sono destinate a ripetersi durante i periodi di allerta internazionale. Il monitoraggio costante serve proprio a individuare rapidamente eventuali casi reali e ad avviare subito il tracciamento dei contatti, riducendo al minimo il rischio di diffusione.

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