Drone russo colpisce la Romania, Meloni parla di minaccia alla sicurezza europea
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni condanna l’attacco di un drone russo in Romania dopo il ferimento di due civili a Galati. L’episodio riaccende l’allarme sulla sicurezza europea e divide la maggioranza sul dossier Ucraina.
Il governo italiano segue con attenzione gli sviluppi della guerra in Ucraina dopo l’attacco avvenuto a Galati, in Romania, dove un drone russo ha centrato un edificio residenziale provocando il ferimento di due persone. L’episodio ha spinto Giorgia Meloni a intervenire con una dura condanna, definendo quanto accaduto un fatto “gravissimo” e un rischio concreto per la sicurezza del continente.
La presidente del Consiglio ha espresso solidarietà alla Romania, alleato Nato e Paese membro dell’Unione europea, parlando di una guerra che continua a coinvolgere civili innocenti senza rispettare alcun limite. La reazione italiana si è inserita nel fronte comune espresso anche da Bruxelles e dall’Alleanza Atlantica.
Anche il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha condannato la violazione dello spazio aereo rumeno, chiedendo ancora una volta alla Russia di impegnarsi per una pace stabile e duratura. Dello stesso tono le parole del ministro della Difesa Guido Crosetto, che ha definito l’episodio una escalation irresponsabile.
Più prudente invece la posizione della Lega. Il partito guidato da Matteo Salvini ha ribadito la necessità di lavorare per la pace coinvolgendo tutte le parti, mantenendo una linea diversa rispetto al resto della maggioranza di governo sul conflitto tra Mosca e Kiev.
Nel centrodestra continuano inoltre le differenze sulla possibile adesione dell’Ucraina all’Unione europea. Forza Italia sostiene apertamente l’ingresso di Kiev, mentre la Lega resta contraria. Fratelli d’Italia mantiene una posizione più cauta e lega l’eventuale adesione alla fine della guerra.
Le tensioni internazionali arrivano mentre si prepara un possibile vertice tra Germania, Francia, Regno Unito, Polonia e Ucraina previsto a Berlino il 2 giugno, con la partecipazione del segretario generale della Nato Mark Rutte e del negoziatore ucraino Rustem Umerov. La presenza di Giorgia Meloni resta però incerta perché la data coincide con la Festa della Repubblica e con gli impegni istituzionali previsti a Roma.
Nel calendario della premier è invece confermata la partecipazione al summit del 5 giugno a Tivat, in Montenegro, dedicato ai Balcani occidentali e ai rapporti con l’Unione europea.
Intanto continua il confronto anche sul programma europeo Safe, che mette a disposizione prestiti agevolati per la difesa comune. Diversi Paesi europei hanno già aderito, mentre l’Italia non ha ancora firmato gli accordi nonostante la possibilità di accedere a quasi 15 miliardi di euro.
A far discutere sono state anche le dichiarazioni di Roberto Vannacci. In un video pubblicato sui social, il leader di Futuro Nazionale ha ipotizzato che il drone possa non appartenere alla Russia, invitando ad attendere verifiche tecniche prima di attribuire responsabilità definitive.
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