Pamela Genini, sospese le ricerche della testa a Sant'Omobono Terme: ora sotto esame i telefoni di Dolci
Pamela Genini, le ricerche della testa si fermano e gli investigatori analizzano i dispositivi di Dolci.
La Procura ha deciso di interrompere le ricerche della testa di Pamela Genini dopo giorni di controlli nelle proprietà di Francesco Dolci e nelle aree montane di Sant’Omobono Terme, in provincia di Bergamo. Gli investigatori avevano concentrato le verifiche sui terreni vicini al Santuario della Madonna della Cornabusa e nelle grotte della zona, senza trovare alcun elemento utile.
Alle operazioni hanno partecipato gli speleologi del Soccorso alpino e due unità cinofile dei carabinieri arrivate da Firenze. Le attività si sono concentrate nelle aree considerate più rilevanti dagli inquirenti sulla base degli ultimi sviluppi dell’inchiesta. Dopo aver controllato tutti i punti ritenuti prioritari, la Procura ha scelto di sospendere le ricerche sul territorio.
Le indagini però non si fermano. Francesco Dolci, unico indagato e attualmente a piede libero, è accusato di vilipendio di cadavere e del furto della testa della donna. Ora gli accertamenti si spostano sui suoi dispositivi elettronici.
Dal 3 giugno gli investigatori potranno esaminare telefoni e strumenti digitali sequestrati a Dolci. Il giudice ha infatti respinto la richiesta di incidente probatorio presentata dalla difesa, che puntava a seguire direttamente le operazioni di acquisizione dei dati. Con il rigetto dell’istanza, la Procura potrà procedere autonomamente con le analisi tecniche.
Secondo quanto trapela dagli ambienti investigativi, gli accertamenti partiranno dal geolocalizzatore e proseguiranno con l’analisi degli altri contenuti ritenuti utili all’inchiesta. La difesa starebbe valutando un ricorso contro il provvedimento.
Il 29 maggio è inoltre prevista un’udienza di Riesame chiesta dall’avvocata Eleonora Prandi, legale di Dolci. L’istanza riguarda la contestazione delle perquisizioni e dei sequestri effettuati dai carabinieri nell’abitazione dell’indagato a Sant’Omobono Terme. La decisione del tribunale potrebbe avere effetti sul prosieguo delle indagini nelle prossime settimane.
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