Monica Montefalcone morta alle Maldive, il mentore teme per il futuro delle ricerche sui coralli

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Monica Montefalcone è morta alle Maldive durante un’immersione in grotta insieme ad altre quattro persone. Il biologo Carlo Nike Bianchi teme ora che il progetto internazionale sulle barriere coralline seguito dalla ricercatrice possa interrompersi.

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La morte di Monica Montefalcone alle Maldive ha lasciato un vuoto profondo nella biologia marina italiana. A ricordare la docente del Distav dell’Università di Genova è Carlo Nike Bianchi, biologo marino in pensione che per oltre vent’anni ha lavorato al suo fianco. La professoressa è deceduta durante un’immersione insieme alla figlia Giorgia Sommacal, all’assegnista di ricerca Muriel Oddenino, all’ex studente Federico Gualtieri e alla guida subacquea Gianluca Benedetti.

Bianchi ha raccontato di aver conosciuto Montefalcone all’inizio degli anni Duemila, quando la giovane studentessa si presentò da lui spiegando di aver sviluppato la tesi sulla prateria di posidonia di Sanremo partendo dai suoi studi scientifici. Da quell’incontro nacque una lunga collaborazione accademica all’Università di Genova, proseguita tra attività di ricerca, insegnamento e progetti internazionali.

Negli ultimi anni Montefalcone aveva consolidato il proprio ruolo nella comunità scientifica internazionale. Aveva pubblicato oltre 250 lavori scientifici, coordinava diversi programmi di ricerca ed era diventata un riferimento nel settore dell’ecologia marina. A febbraio aveva ricevuto il Premio Tridente d’Oro dell’Accademia Internazionale di Scienze Tecniche Subacquee.

Tra i progetti più importanti seguiti dalla ricercatrice c’era il monitoraggio delle scogliere coralline avviato da Bianchi nel 1997. Lo studio, sviluppato con organismi internazionali come l’International Coral Reef Initiative e il Global Coral Reef Monitoring Network, rappresenta una delle più lunghe raccolte di dati sulle barriere coralline a livello mondiale.

Secondo il professore, il lavoro rischia ora di fermarsi. I dati raccolti nel 2026 non sono ancora disponibili perché il computer e gli effetti personali della docente risultano sotto sequestro nell’ambito delle indagini aperte dalla polizia maldiviana. Bianchi ha spiegato di sperare che il materiale possa essere restituito presto alla comunità scientifica per evitare che decenni di ricerca vadano perduti.

Sulla tragedia avvenuta durante l’immersione, il biologo ha preferito non avanzare ipotesi. Ha ricordato che nessuno dei cinque sub entrati nella grotta è sopravvissuto e che sarà necessario attendere l’esito delle indagini. Ha inoltre precisato di non sapere che Montefalcone conoscesse quella cavità subacquea né che avesse intenzione di esplorarla.

Montefalcone viene descritta da colleghi e collaboratori come una docente capace di trasmettere entusiasmo e rigore scientifico. Oltre all’attività universitaria, ricopriva incarichi di rilievo nella Società Italiana di Biologia Marina, collaborava con Ispra ed era consulente per organismi internazionali come Unep e Iucn. Per molti giovani ricercatori rappresentava una figura di riferimento nel campo della biologia marina.

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