Sonny Rollins è morto a 95 anni, addio al sassofonista che ha segnato la storia del jazz

Sonny Rollins è morto a 95 anni dopo una vita dedicata al jazz. Il sassofonista americano, cresciuto ad Harlem e simbolo del bebop, aveva collaborato con Miles Davis e Thelonious Monk già prima dei vent’anni.

Sonny Rollins
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Il mondo del jazz perde uno dei suoi musicisti più rappresentativi. Sonny Rollins, tra i più influenti sassofonisti del Novecento, è morto all’età di 95 anni. La notizia è stata confermata dalla sua portavoce Terri Hinte. Per decenni il musicista americano è stato considerato uno degli ultimi grandi interpreti dell’epoca bebop, accostato a figure come John Coltrane e Charlie Parker per stile, tecnica e capacità improvvisativa.

Nato a New York nel 1930 con il nome di Walter Theodore Rollins, era figlio di immigrati provenienti dalle Isole Vergini ed era cresciuto nel quartiere di Harlem. Da ragazzo iniziò a studiare pianoforte, poi passò al sassofono contralto e infine al tenore, lo strumento che lo avrebbe reso celebre. La scelta arrivò quando decise di seguire l’esempio del suo idolo Coleman Hawkins.

La sua carriera prese velocemente quota. Prima ancora di compiere vent’anni aveva già lavorato con alcuni dei nomi più importanti della scena jazz americana, tra cui Babs Gonzales, J.J. Johnson, Bud Powell, Miles Davis e Thelonious Monk. Proprio Monk, ricordato più volte da Rollins nel corso degli anni, veniva considerato dal sassofonista una guida artistica e personale.

In un’intervista rilasciata nel 2013, Rollins raccontò il rapporto costruito con Monk durante gli anni della formazione musicale. Il pianista e compositore, spiegò, gli aveva insegnato molto sia dal punto di vista tecnico sia umano, accompagnandolo nei primi passi all’interno della scena jazz newyorkese.

Negli anni Cinquanta il musicista affrontò una lunga battaglia contro la dipendenza da eroina. Dopo alcuni arresti legati alla droga, nel 1954 venne ricoverato in un ospedale specializzato all’interno di una struttura federale a Lexington, in Kentucky. Quel centro, conosciuto nell’ambiente musicale americano come “Narco Farm”, era uno dei pochi luoghi dedicati alla riabilitazione dei tossicodipendenti.

Dopo il periodo di cura si trasferì a Chicago e tornò gradualmente a esibirsi mantenendo la sobrietà. In una conversazione pubblicata dal Chicago Reader nel 2008, spiegò quanto fosse difficile restare lontano dalla droga in un ambiente dove il consumo era diffuso tra molti musicisti.

Nel corso della sua carriera Rollins ottenne sette candidature ai Grammy Awards e conquistò due vittorie. Nel 2004 ricevette anche il Grammy alla carriera. Negli anni successivi furono assegnati al sassofonista altri importanti riconoscimenti americani, tra cui il Kennedy Center Honor e la National Medal of the Arts.

Nel 2017 il suo archivio personale venne acquisito dallo Schomburg Center for Research in Black Culture della New York Public Library, dove sono conservati documenti, registrazioni e materiali legati alla sua lunga attività musicale.

Sonny Rollins Is Gone. The Last Colossus. shorts

Video Sonny Rollins Is Gone. The Last Colossus. shorts
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