Crans-Montana, spariti i fondi del concerto benefico di Losanna per le famiglie delle vittime

A Losanna restano bloccati i fondi raccolti dopo la tragedia di Crans-Montana, mentre emergono dubbi sull’associazione incaricata di aiutare le famiglie. L’inchiesta svizzera punta sui ritardi e sui conti della serata benefica.

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A più di un mese dal concerto solidale organizzato a Losanna dopo la tragedia di Crans Montana, le famiglie delle vittime non hanno ancora ricevuto il sostegno economico annunciato durante l’evento. Il caso è esploso in Svizzera dopo un’inchiesta pubblicata dal quotidiano Tages Anzeiger, che ha acceso i riflettori sui ritardi nei pagamenti e sulle difficoltà nel rintracciare i promotori dell’iniziativa.

La serata, intitolata “Aux cœurs de Crans”, si era svolta il 22 aprile alla Salle Métropole davanti a circa duemila spettatori. Tra il pubblico erano presenti anche figure istituzionali del Canton Vaud e Laetitia Brodard-Sitre, madre di Arthur, una delle vittime del rogo. Sul palco si erano esibiti artisti conosciuti come Riccardo Cocciante, Gjon’s Tears, Julie Pietri e Jean-Baptiste Guégan.

I biglietti erano stati venduti tra i 90 e i 109 franchi svizzeri e, secondo le prime stime circolate nei giorni successivi all’evento, l’incasso avrebbe potuto superare i 150 mila franchi. La somma, secondo quanto annunciato dagli organizzatori, sarebbe dovuta andare ai superstiti e ai parenti delle vittime.

Con il passare delle settimane, però, il denaro non è arrivato ai destinatari. Nel frattempo sono emersi interrogativi sulla Swisshearts, l’associazione indicata come beneficiaria dei proventi della raccolta. Secondo quanto riportato dalla stampa svizzera, la Onlus non comparirebbe nei registri ufficiali, non avrebbe un numero telefonico pubblico e il sito internet sarebbe rimasto irraggiungibile per diversi giorni.

Ulteriori polemiche riguardano gli organizzatori dell’evento, la società Only On Live Suisse. Uno dei responsabili, Olivier Uzan, che gestisce l’agenzia insieme alla moglie Corine, era stato condannato a Parigi nel 2018 per appropriazione indebita e truffa in una vicenda legata ad assegni scoperti.

Dopo la diffusione dell’inchiesta, Swisshearts ha dichiarato in una nota di aver ricevuto il 6 maggio i “benefici netti” del concerto, ringraziando pubblicamente artisti e organizzatori. Corine Uzan ha confermato l’avvenuto bonifico e ha respinto le accuse, definendole prive di fondamento. L’organizzatrice ha anche contestato le cifre diffuse sugli incassi, sostenendo che la raccolta da 150 mila franchi non corrisponderebbe ai dati reali del botteghino.

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