Crans Montana, fatture agli italiani feriti poi annullate dopo le proteste delle famiglie
Eleonora Palmieri e Manfredi Marcucci hanno ricevuto fatture dagli ospedali svizzeri dopo la tragedia di Crans-Montana, nonostante i ricoveri di poche ore. Le autorità locali hanno poi chiarito che i costi non saranno a carico delle famiglie.
Eleonora Palmieri e Manfredi Marcucci, tra i sopravvissuti alla tragedia di Capodanno a Crans-Montana, stanno ancora affrontando le conseguenze fisiche e psicologiche di quanto accaduto. A complicare ulteriormente la situazione, nei giorni scorsi è arrivata una comunicazione inattesa dagli ospedali svizzeri in cui sono stati curati: richieste di pagamento per migliaia di euro.
Alla veterinaria riminese Palmieri, rimasta gravemente ustionata, è stata recapitata una fattura da circa 17mila franchi, pari a oltre 18mila euro. Ancora più alta la cifra destinata a Marcucci, ricoverato in terapia intensiva a Sion, per il quale il conto ha raggiunto i 75mila euro. Le famiglie hanno espresso forte disagio per richieste ritenute sproporzionate rispetto alla durata dei ricoveri.
Le proteste non si sono fatte attendere. I genitori dei due giovani hanno parlato apertamente di una situazione inaccettabile, sottolineando come sarebbe impensabile ricevere simili richieste in Italia per cure di emergenza. Il caso è rapidamente arrivato all’attenzione delle autorità diplomatiche, con il coinvolgimento dell’ambasciata italiana a Berna.
Nel documento inviato dagli ospedali, tuttavia, era presente una nota che ha cambiato il quadro: la fattura non doveva essere saldata. Dal Cantone del Vallese è arrivata poi la conferma ufficiale che tutte le spese sanitarie saranno coperte dalle autorità locali e, se necessario, dalla Confederazione svizzera, senza alcun onere per le famiglie italiane né per lo Stato.
La vicenda si è sbloccata dopo un contatto diretto tra il presidente del Vallese, Mathias Reynard, e l’ambasciatore italiano Gian Lorenzo Cornado. Quest’ultimo ha ribadito che nessun pagamento sarà richiesto ai feriti. Resta però da chiarire il ruolo delle assicurazioni sanitarie, con il sistema svizzero che dovrà stabilire eventuali ripartizioni dei costi con le strutture italiane competenti.
L’episodio ha lasciato strascichi tra i familiari, che giudicano fuori luogo l’invio delle fatture in una situazione così delicata. L’avvocato che li assiste ha definito evitabile l’intera procedura, sostenendo che i costi dovrebbero ricadere sulle autorità svizzere anche alla luce delle responsabilità emerse dopo la tragedia.
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