Ornella Muti a Cannes, il richiamo a Cinecittà e l'orgoglio per il cinema italiano
Ornella Muti arriva al Festival di Cannes con Roma Elastica di Bertrand Mandico e parla del cinema italiano dimenticato nel suo stesso Paese. L’attrice ricorda Cinecittà, Fellini e il legame speciale con la Francia.
Ornella Muti è tornata sulla Croisette per presentare “Roma Elastica”, il nuovo film diretto dal regista francese Bertrand Mandico. Al 79esimo Festival di Cannes, l’attrice ha parlato del rapporto degli italiani con il proprio cinema, ricordando i grandi autori e l’atmosfera unica di Cinecittà, luogo simbolo di una stagione che considera irripetibile.
Muti ha raccontato di percepire poca memoria collettiva nei confronti della storia cinematografica italiana. Secondo l’attrice, il nostro Paese ha insegnato cinema al mondo grazie a registi, sceneggiatori e interpreti che hanno costruito opere rimaste nella storia, ma oggi manca l’orgoglio di quella tradizione.
Nel corso dell’incontro a Cannes, l’attrice ha ricordato i lunghi periodi trascorsi a Cinecittà, dove ha lavorato in numerose produzioni. Tra i ricordi più vivi c’è la visita sul set di Federico Fellini durante le riprese di “E la nave va”. Ha poi citato “Il viaggio di Capitan Fracassa”, girato interamente negli studi romani, tra scenografie artificiali, pioggia ricreata in studio e ambientazioni costruite nei dettagli. Un modo di fare cinema che, secondo lei, oggi si è quasi perso.
Dopo aver ricevuto il David Speciale, Muti ha spiegato cosa significhi per lei essere presente a Cannes con un film francese ambientato a Roma e dedicato anche alla decadenza del cinema italiano. Ha parlato dell’affetto che continua a ricevere dalla Francia e ha ricordato la presenza di altri interpreti italiani nel festival, tra cui Asia Argento, Isabella Ferrari, Maurizio Lombardi e Franco Nero.
Alla domanda su un possibile ritorno artistico, l’attrice ha respinto l’idea di una carriera lineare. Ha spiegato che il percorso di un attore alterna momenti più forti e altri meno visibili, soprattutto quando si scelgono ruoli con libertà e si rinuncia a progetti non convincenti.
Muti ha raccontato anche il modo in cui è riuscita a mantenere equilibrio lontano dai riflettori. Dopo aver iniziato a lavorare da giovanissima, ha imparato a proteggersi dagli eccessi del successo. Ha definito il mondo dello spettacolo un ambiente rischioso, dove nei periodi di grande esposizione si rischia di perdere lucidità. Per lei il punto fermo è sempre stata la famiglia, costruita negli anni e considerata il vero sostegno nei momenti difficili.
In “Roma Elastica” interpreta una conduttrice televisiva eccentrica che ospita nel suo programma Eddie, attrice interpretata da Marion Cotillard arrivata a Roma per girare un film di fantascienza. Muti ha raccontato di aver inizialmente cercato un modello tra le presentatrici italiane, salvo poi capire che il personaggio aveva una personalità autonoma, lontana da qualsiasi riferimento reale.
L’attrice ha definito Bertrand Mandico un autore capace di seguire la propria immaginazione senza adattarsi alle logiche commerciali. Del film ha apprezzato il tono visionario e l’approccio libero ai personaggi femminili, ciascuno costruito con caratteristiche molto diverse.
Guardando ai prossimi impegni, Muti ha annunciato di aver terminato le riprese della serie “The Label” con Christian De Sica e di essere coinvolta anche in “Gotico padano”, il nuovo progetto televisivo di Pupi Avati. Nei suoi programmi c’è inoltre il ritorno a teatro.
Tra gli incontri più curiosi raccontati a Cannes, anche quello con il regista Sean Baker, grande appassionato della sua filmografia. Baker le ha dedicato il cofanetto “Ornella Muti 1970s”, che raccoglie quattro film restaurati e contenuti speciali. L’attrice ha spiegato che il regista americano continua a inviarle fotografie di poster trovati in tutto il mondo, compreso uno recuperato recentemente in Giappone.
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