Jannik Sinner racconta il caso Clostebol e il ritorno al Roland Garros: Non mi sentivo libero

Sinner riparte dal Roland Garros dopo il caso Clostebol e racconta i mesi più difficili della sua carriera. Il numero uno del tennis mondiale parla della sospensione del 2025 e del peso vissuto lontano dai campi.

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Jannik Sinner arriva al Roland Garros 2026 da numero uno del mondo e fresco vincitore degli Internazionali d’Italia. Alla vigilia dell’esordio nel torneo parigino, in programma dal 24 maggio, il tennista azzurro ha parlato della sua crescita personale e dei momenti più complicati vissuti negli ultimi anni.

Nel corso dell’intervista concessa a L’Equipe, Sinner ha commentato anche l’etichetta di “robot” che spesso gli viene attribuita per il suo modo di stare in campo. Per il campione altoatesino non si tratta di una critica, ma della conseguenza naturale del suo approccio al tennis. “Cerco sempre di scegliere il colpo migliore nel momento giusto”, ha spiegato, raccontando il lavoro quotidiano fatto per arrivare preparato fisicamente e mentalmente ai punti decisivi delle partite.

Il 24enne azzurro è tornato anche sul periodo della sospensione legata al caso Clostebol, che nel 2025 lo aveva costretto a fermarsi per tre mesi. Sinner ha descritto quei mesi come uno dei momenti più pesanti della sua carriera, segnati dalla difficoltà di parlare apertamente della situazione e dalla sensazione di non sentirsi libero nemmeno in campo. Ha ammesso di essersi mostrato spesso triste durante i tornei, spiegando che quella vicenda lo ha aiutato a capire chi gli fosse realmente vicino.

A Parigi, Sinner ritroverà il torneo che un anno fa gli aveva lasciato una delle sconfitte più dure, la finale persa dopo una lunga battaglia contro Carlos Alcaraz. Il tennista italiano ha raccontato di aver impiegato tempo per superare quella delusione, ma di aver imparato molto da quella partita. Poco dopo, infatti, arrivò il successo a Wimbledon, considerato da lui stesso una risposta importante dopo il ko francese.

Nel racconto del numero uno mondiale c’è spazio anche per la famiglia. Sinner ha ricordato l’atteggiamento dei genitori durante gli anni di lavoro nel ristorante di famiglia, descrivendoli sempre sorridenti nonostante le difficoltà quotidiane. Una mentalità che oggi prova a portare anche nella sua vita sportiva, separando il campo dalla vita privata e cercando di vivere ogni momento senza restare legato al passato.

Tra le persone che più lo ispirano c’è anche Lindsey Vonn. Sinner ha citato la campionessa americana parlando della sua capacità di reagire anche dopo gli infortuni e le cadute, come quella avvenuta alle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina. L’azzurro ritiene di non aver ancora raggiunto il massimo del proprio potenziale e punta a crescere ulteriormente nei prossimi anni.

Sinner ha poi descritto il giocatore che vorrebbe diventare in futuro. L’obiettivo è migliorare ancora al servizio, mantenere un tennis aggressivo e imparare a leggere ogni situazione di gioco con maggiore rapidità. Nessuna previsione sul futuro, ma la convinzione di poter ancora alzare il proprio livello.

Negli ultimi anni il suo nome è stato accostato a grandi icone dello sport italiano come Alberto Tomba, Valentino Rossi e Marco Pantani. Un paragone che lo rende orgoglioso, ma che considera ancora prematuro. Secondo Sinner, per entrare davvero nella storia servirà restare ai vertici ancora a lungo.

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