Ravarino sotto choc, i racconti dei vicini su Salim El Koudri e i segnali ignorati

Modena, a Ravarino i vicini raccontano il disagio di Salim El Koudri e i comportamenti sempre più inquietanti

Salim El Koudri
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A Ravarino, piccolo centro in provincia di Modena dove Salim El Koudri viveva con la famiglia, in molti ricordano atteggiamenti che negli ultimi mesi avevano iniziato a creare disagio tra residenti e commercianti. Dopo quanto accaduto, nel paese si rincorrono testimonianze e ricordi di comportamenti considerati sempre più strani e imprevedibili.

Tra le persone che lo incontravano quasi ogni giorno c’è Roberto Veronesi, titolare della tabaccheria del paese. L’uomo racconta che El Koudri si presentava regolarmente due volte al giorno, acquistando sempre gli stessi sigarini e un gratta e vinci da un euro. Prima di scegliere il biglietto, però, rimaneva fermo davanti all’espositore anche per parecchi minuti. Qualche giorno fa avrebbe anche tentato di entrare nel negozio senza maglietta, venendo allontanato.

Anche chi lavora nei locali della zona conserva ricordi precisi. Nel bar davanti alla tabaccheria ordinava spesso un caffè macchiato e restava per ore con il telefono in mano, isolato dagli altri clienti. La barista racconta di aver percepito da tempo un comportamento fuori dall’ordinario.

Nel quartiere Loberso, dove abitava con i genitori, i residenti avevano notato abitudini diventate sempre più insolite. Secondo alcuni vicini, Salim El Koudri passava gran parte della giornata entrando e uscendo in auto, facendo tragitti brevissimi e tornando dopo pochi minuti, anche molte volte consecutive. Spesso camminava avanti e indietro parlando al telefono.

Giuseppe Leggio, che vive di fronte alla famiglia, spiega che negli ultimi tempi il giovane appariva cambiato rispetto al passato. Se prima salutava i residenti della zona, da un certo momento avrebbe smesso di farlo completamente. Un’impressione condivisa anche da Heddi Haj, residente nella stessa strada da anni.

Nel quartiere qualcuno lo chiamava semplicemente “il matto”, mentre altri sostengono di averlo visto raramente. Nonostante questo, diversi abitanti ricordano di aver percepito un progressivo isolamento.

Diverso invece il giudizio riservato ai genitori. I vicini descrivono il padre e la madre come persone educate, riservate e sempre corrette con tutti. Dopo l’investimento, la famiglia avrebbe lasciato l’abitazione nella stessa serata caricando alcuni effetti personali su un furgone. La loro destinazione resta sconosciuta.

Anche Abdelmajid Abouelala, referente della comunità islamica locale, parla positivamente del padre di Salim El Koudri, descritto come un uomo dedito esclusivamente al lavoro e alla famiglia. Spiega inoltre che il giovane non frequentava la moschea e non era conosciuto come praticante.

La sindaca di Ravarino, Maurizia Rebecchi, ha confermato che la famiglia vive nel comune dal 2000 e che non risultavano segnalazioni particolari ai servizi sociali del territorio.

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