Maldive, super sub finlandesi al lavoro per recuperare i corpi dei quattro italiani dispersi

Quattro sub italiani dispersi alle Maldive dopo un’immersione oltre i 60 metri nell’atollo di Vaavu. Un team finlandese specializzato tenterà il recupero dei corpi mentre proseguono le indagini italiane e maldiviane.

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Proseguono nelle acque delle Maldive le operazioni per recuperare i corpi di Monica Montefalcone, Giorgia Sommacal, Muriel Oddenino e Federico Gualtieri, scomparsi durante un’immersione nella zona di Alimathà, nell’atollo di Vaavu. Dopo giorni di ricerche, oggi entrerà in azione una squadra di specialisti finlandesi del DAN Europe, organizzazione internazionale che si occupa di sicurezza e assistenza medica per subacquei.

Il gruppo sarà guidato da Sami Paakkarinen, esperto in esplorazioni profonde e nella localizzazione di relitti nel Mar Baltico. Con lui ci saranno Jenni Westerlund, specializzata in mappature e riprese subacquee, e Patrik Grönqvist, vigile del fuoco e sommozzatore con esperienza in immersioni in miniere e grotte sommerse.

Le operazioni si concentreranno in un tratto di mare particolarmente difficile. L’accesso al sistema sommerso si trova tra i 55 e i 60 metri di profondità e comprende cunicoli e camere interne che si sviluppano per centinaia di metri. Prima dell’immersione verranno effettuati controlli tecnici sulle attrezzature, sulla gestione delle miscele di gas e sulle condizioni ambientali. Previsto anche il supporto di personale medico specializzato e la disponibilità di trattamenti iperbarici d’emergenza.

Nel frattempo i venti italiani presenti a bordo dell’imbarcazione durante la tragedia sono rientrati in Italia con un volo atterrato a Malpensa dopo oltre nove ore di viaggio. Alcuni di loro hanno raccontato di essere ancora sotto shock per quanto accaduto. I sopravvissuti potrebbero essere ascoltati dagli investigatori italiani per chiarire le fasi precedenti all’immersione.

Sulla vicenda sono state aperte due inchieste, una alle Maldive e una in Italia. La Procura di Roma sta raccogliendo documentazione e testimonianze per ricostruire le responsabilità. Tra gli aspetti al centro degli accertamenti c’è la profondità raggiunta durante l’immersione. Secondo le norme maldiviane, attività oltre i 30 metri sono consentite solo in casi particolari o con autorizzazioni specifiche.

Le autorità locali avrebbero già acquisito i telefoni dei presenti a bordo per analizzare immagini, messaggi e comunicazioni. Gli investigatori italiani potrebbero richiedere documenti relativi a licenze, autorizzazioni e dotazioni tecniche dell’imbarcazione attraverso una rogatoria internazionale.

La situazione si è aggravata ulteriormente dopo la decisione del Ministero del Turismo delle Maldive di ritirare la licenza alla nave Duke of York, coinvolta nella spedizione subacquea.

A Malé è arrivata anche Orietta Stella, avvocata e subacquea che assiste il tour operator verbanese Albatros Top Boat, società che aveva organizzato il viaggio. La legale sta collaborando con il team tecnico fornendo supporto logistico e materiali necessari alle immersioni profonde, tra cui apparecchiature per la ricarica delle bombole.

I legali della famiglia di Federico Gualtieri hanno invitato alla prudenza sulle ricostruzioni diffuse finora, spiegando che il sub aveva una formazione adeguata per affrontare immersioni tecniche e che ogni valutazione dovrà basarsi sugli accertamenti ufficiali.

Dopo il recupero delle salme saranno eseguite le autopsie alle Maldive. Non si esclude una seconda perizia una volta rientrati i corpi in Italia, con l’obiettivo di chiarire con precisione le cause della morte durante l’immersione profonda.

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