Garlasco, l'ex carabiniere Sapone respinge le accuse su Sempio e chiarisce le telefonate del 2017

Andrea Sempio e l’inchiesta sul delitto di Garlasco dopo le dichiarazioni dell’ex carabiniere Silvio Sapone. L’ex militare respinge ogni accusa e ricostruisce le telefonate del 2017.

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Silvio Sapone, ex carabiniere in servizio nella sezione di polizia giudiziaria della Procura di Pavia durante le indagini su Andrea Sempio, ha negato davanti ai magistrati di Brescia qualsiasi favore o comportamento irregolare legato all’inchiesta sul delitto di Chiara Poggi. Sentito il 17 novembre 2025 nell’ambito dell’indagine sulla presunta corruzione collegata all’archiviazione del fascicolo nel 2017, l’ex militare ha sostenuto di aver sempre trattato il caso come qualunque altra indagine.

L’inchiesta bresciana è nata dopo un esposto presentato dalla madre di Alberto Stasi, condannato in via definitiva a 16 anni per l’omicidio di Garlasco. Sapone ha spiegato che all’epoca i sospetti su Andrea Sempio erano già finiti sui giornali e che i primi approfondimenti investigativi riguardarono i tabulati telefonici.

Nel verbale, l’ex carabiniere ha ricostruito le telefonate effettuate il 21 gennaio 2017 verso il cellulare di Sempio. Secondo la sua versione, inizialmente era previsto un invito a comparire per raccogliere dichiarazioni, ma successivamente i magistrati avrebbero deciso di cambiare strategia e procedere prima con le intercettazioni. Per questo motivo, ha spiegato, la convocazione non venne più notificata in quel momento.

Sapone ha anche chiarito il motivo dei numerosi tentativi di contatto, quattro dal cellulare personale e altri dall’utenza dell’ufficio. Ha riferito che Sempio non rispose alle chiamate di quella mattina e che, subito dopo, venne deciso di non sentirlo più formalmente.

Il giorno seguente, sempre secondo il racconto dell’ex militare, sarebbe stato Sempio a richiamarlo dopo aver letto notizie sull’esposto pubblicate dalla stampa locale. Sapone ha detto di averlo rassicurato perché preoccupato dalla vicenda, negando però di avergli fornito informazioni riservate o anticipazioni sulle domande degli investigatori.

Davanti ai pm, Sapone ha respinto anche le ricostruzioni circolate negli anni secondo cui Sempio sarebbe stato informato preventivamente sui contenuti dell’interrogatorio. L’ex carabiniere ha sostenuto che un’ipotesi del genere non avrebbe avuto senso perché le domande venivano formulate direttamente dai magistrati titolari dell’inchiesta.

Nel corso dell’audizione, Sapone ha inoltre corretto una precedente dichiarazione nella quale aveva escluso qualsiasi contatto con la famiglia Sempio. Ha spiegato il cambio di versione parlando di stress e ribadendo di non avere rapporti personali né con Andrea Sempio né con i suoi familiari o legali.

Nello stesso fascicolo compare anche il verbale di Alessandro Biasibetti, amico di Marco Poggi, fratello della vittima. Sentito dai carabinieri il 10 marzo 2025, Biasibetti ha ricordato il giorno del delitto, il 13 agosto 2007, quando si trovava in vacanza insieme alla famiglia Poggi.

Biasibetti ha raccontato che durante una passeggiata in montagna con Marco Poggi e i rispettivi padri, un gruppo di persone li fermò in un rifugio dicendo che la famiglia Poggi era cercata al telefono. Fu il padre di Biasibetti a ricevere la comunicazione della morte di Chiara Poggi.

Il testimone ha descritto lo shock vissuto da tutti i presenti e il successivo rientro a Garlasco con l’aiuto del soccorso alpino. Nel verbale ha ricordato anche le frequenti visite nella casa dei Poggi insieme agli amici della compagnia, tra cui Andrea Sempio, per trascorrere il tempo giocando ai videogiochi nel salotto al piano terra.

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