Castello delle cerimonie, il Consiglio di Stato blocca la chiusura del Grand Hotel La Sonrisa

La famiglia Polese ottiene la sospensione della chiusura del Castello delle cerimonie dopo il ricorso al Consiglio di Stato. Il Grand Hotel La Sonrisa potrà continuare a lavorare almeno fino alla nuova udienza fissata a giugno.

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Nuovo capitolo nella lunga vicenda giudiziaria che riguarda il Grand Hotel La Sonrisa di Sant’Antonio Abate, struttura resa celebre dal programma televisivo “Il Castello delle cerimonie”. Dopo lo stop imposto dal Tar della Campania, il Consiglio di Stato ha deciso di sospendere temporaneamente la chiusura dell’hotel e delle attività legate alla ristorazione.

La decisione è arrivata mercoledì 13 maggio attraverso un decreto cautelare firmato dal presidente della settima sezione del Consiglio di Stato. Il provvedimento congela gli effetti della sentenza del Tar che aveva confermato la revoca delle licenze da parte del Comune, consentendo così alla struttura di restare aperta almeno fino alla discussione collegiale prevista per il 4 giugno.

Solo pochi giorni fa la sindaca di Sant’Antonio Abate, Ilaria Abagnale, aveva comunicato che la pronuncia del Tar rendeva definitiva la revoca delle autorizzazioni per le attività alberghiere e di ristorazione. La famiglia Polese aveva immediatamente annunciato ricorso contro quella decisione.

Secondo quanto stabilito dal Consiglio di Stato, prima di arrivare a una decisione definitiva serve un ulteriore approfondimento delle contestazioni presentate dai legali della proprietà. Nel frattempo, i giudici amministrativi hanno ritenuto prevalente la necessità di garantire la continuità delle attività economiche della struttura.

L’avvocato Ignazio Tranquilli, che fa parte del collegio difensivo della famiglia Polese, ha parlato di “spiraglio di giustizia” dopo settimane segnate dallo scontro amministrativo e giudiziario sulla gestione dell’hotel.

Anche il legale di Imma Polese, Dario Vannetiello, ha commentato il provvedimento sostenendo che le autorità dovrebbero attendere l’esito dei ricorsi ancora pendenti prima di procedere con eventuali misure definitive. Il riferimento riguarda soprattutto le procedure aperte in sede penale.

Il legale ha ricordato che è atteso per il 9 luglio il pronunciamento della Cassazione sul ricorso presentato contro il rigetto di una precedente richiesta di revisione. Inoltre, nei giorni scorsi è stata depositata una nuova istanza basata su otto elementi considerati inediti dalla difesa.

Tra le preoccupazioni espresse dagli avvocati della proprietà c’è anche il rischio di danni irreparabili nel caso in cui venissero eseguiti interventi sulla struttura prima della conclusione definitiva dell’intera vicenda giudiziaria.

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