Sonia Bottacchiari scomparsa con i figli, indagini al confine sloveno e dubbi sui documenti
Sonia Bottacchiari è sparita con i due figli dal 20 aprile dopo una partenza dal Piacentino. L’auto è stata trovata vicino al confine sloveno, mentre gli investigatori valutano l’ipotesi di un allontanamento organizzato.
A quasi tre settimane dalla scomparsa di Sonia Bottacchiari e dei suoi due figli adolescenti, gli investigatori continuano a lavorare senza avere ancora elementi decisivi. La donna, 49 anni, aveva lasciato Castell’Arquato il 20 aprile insieme ai ragazzi di 14 e 16 anni e ai quattro cani di famiglia. Ai parenti aveva parlato di una breve vacanza in Friuli Venezia Giulia, ma da quel giorno non ci sono più stati contatti.
La Procura di Piacenza ha aperto un fascicolo per sottrazione di minore, poiché i due ragazzi risultano affidati a entrambi i genitori. Gli accertamenti puntano soprattutto sull’ipotesi di un allontanamento volontario preparato nei dettagli, con la possibilità che la famiglia abbia attraversato il confine con la Slovenia.
L’unica traccia concreta emersa finora riguarda la Chevrolet Captiva grigia utilizzata dalla famiglia. Il veicolo è stato rinvenuto il 6 maggio a Tarcento, in provincia di Udine, in una zona vicina alla frontiera slovena. Nello stesso territorio sono stati registrati anche gli ultimi segnali agganciati dai telefoni cellulari della donna e dei due ragazzi.
Dopo il ritrovamento dell’auto sono scattate vaste operazioni di ricerca coordinate dalla Procura. Sul posto hanno lavorato carabinieri, vigili del fuoco, Guardia di finanza, soccorso alpino e protezione civile, concentrando le verifiche nelle aree montane del Friuli. Le attività hanno coinvolto anche il centro di cooperazione internazionale tra Italia, Austria e Slovenia.
Le autorità slovene hanno effettuato controlli lungo le strade e ai valichi di frontiera, senza trovare riscontri utili. Nella giornata di lunedì 11 maggio è attesa una decisione sul proseguimento delle ricerche. Gli investigatori stanno valutando se estendere ulteriormente il raggio operativo oppure limitarsi a controlli informativi e verifiche di polizia.
Nel frattempo il centro operativo allestito nei pressi del palazzetto dello sport di Tarcento è stato progressivamente ridotto e molti volontari impegnati nelle ricerche sono stati congedati.
Tra gli elementi che rafforzano la pista dell’allontanamento volontario ci sarebbero alcune scelte compiute dalla donna prima della partenza. Sonia Bottacchiari avrebbe lasciato il lavoro pochi giorni prima di sparire e avrebbe incassato la liquidazione. Nell’auto ritrovata, inoltre, non sono stati trovati effetti personali né materiale da campeggio.
Gli accertamenti sugli acquisti effettuati dalla 49enne avrebbero evidenziato anche la presenza di ricetrasmittenti, attrezzatura da pesca e cibo adatto ad attirare animali selvatici. Dettagli che fanno pensare alla possibilità di raggiungere una zona isolata e senza copertura telefonica.
Resta aperta anche la pista slovena. I due ragazzi non avrebbero avuto documenti validi per lasciare l’Italia, ma gli investigatori non escludono che il confine possa essere stato superato attraverso sentieri boschivi e passaggi secondari delle Prealpi Giulie.
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