Andrea Dianetti, il dolore dopo Amici e il bullismo al liceo: Mi prendevano a zainate
Andrea Dianetti racconta il bullismo subito al liceo e il periodo difficile dopo Amici. L’attore romano, oggi quarantenne, parla anche della morte del padre e della svolta trovata grazie al teatro.
Andrea Dianetti ha spento 40 candeline il 9 maggio, lo stesso giorno in cui è salito sul palco del Teatro Brancaccio di Roma con lo spettacolo “Non ci pensare”. Per l’attore e conduttore romano è un periodo intenso, segnato anche dai preparativi per il matrimonio previsto a settembre.
Nel corso di un’intervista a Vanity Fair, Dianetti ha ripercorso alcuni momenti difficili della sua vita, a partire dagli anni del liceo. Dopo un’infanzia serena e vissuta con popolarità tra i compagni delle medie, il passaggio alle superiori è stato traumatico. “Mi prendevano a zainate in faccia”, ha raccontato, spiegando quanto fosse pesante affrontare ogni giorno l’ambiente scolastico. Spesso cercava di evitare le lezioni perché andare a scuola era diventato motivo di sofferenza.
In quegli anni trovò però un punto di riferimento in un ragazzo più grande che lo avvicinò al mondo dei musical e del cinema. Una passione che, col tempo, sarebbe diventata parte centrale della sua carriera artistica.
Anche prima della partecipazione ad Amici di Maria De Filippi, Dianetti era stato bersaglio di prese in giro. Frequentava corsi di danza e recitazione e alcuni coetanei lo chiamavano “Kledi” per deriderlo. Anni dopo, entrando davvero nel talent show, ha conosciuto il ballerino Kledi Kadiu e gli ha raccontato quell’episodio, trasformandolo in un ricordo ormai superato.
La notorietà arrivata con la quinta edizione di Amici gli ha aperto diverse porte nel mondo dello spettacolo. Dopo il programma ha preso parte a numerosi progetti televisivi e teatrali, ma con il tempo il lavoro ha iniziato a rallentare. “Ci ho sofferto”, ha ammesso, spiegando di aver dovuto reinventarsi professionalmente per trovare nuovi spazi e nuove opportunità.
Tra i momenti più dolorosi della sua vita resta la perdita del padre, morto quando lui aveva appena 9 anni. Dianetti ha raccontato di aver sentito molto l’assenza di quella figura crescendo accanto alla madre e alla sorella più piccola. Con il tempo ha imparato a vedere i genitori come persone fragili e non invincibili. In quel percorso, l’arte e il palcoscenico sono diventati il rifugio che gli ha permesso di affrontare il dolore e le difficoltà.
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