Delitto Garlasco, un audio del 2017 riporta Andrea Sempio all'orario dell'omicidio
Andrea Sempio e l’inchiesta sul delitto di Chiara Poggi dopo il recupero di un’intercettazione del 2017. Gli investigatori collegano una frase pronunciata dall’uomo a un possibile orario compatibile con l’omicidio avvenuto a Garlasco.
Una frase captata durante un’intercettazione ambientale del 2017 è stata inserita tra gli elementi analizzati dalla Procura di Pavia nelle nuove verifiche sul caso di Chiara Poggi. Gli inquirenti ritengono che quelle parole possano contenere un riferimento preciso all’orario in cui Andrea Sempio sarebbe arrivato nella villetta di Garlasco il 13 agosto 2007.
Nella registrazione, trascritta negli atti investigativi, Sempio afferma: «È successo qualcosa quel giorno», aggiungendo poi alcuni passaggi incomprensibili e una frase che richiama l’orario delle «nove e mezza». Secondo i magistrati Stefano Civardi, Valentina De Stefano e Giuliana Rizza, quel riferimento temporale potrebbe avere un collegamento diretto con la mattina dell’omicidio.
La Procura ha inserito l’intercettazione nel quadro investigativo ricostruito dopo le recenti consulenze medico-legali e informatiche. Gli accertamenti affidati alla consulente Cristina Cattaneo indicano che Chiara Poggi avrebbe disattivato l’allarme della casa alle 9.12 e che la morte sarebbe avvenuta almeno mezz’ora dopo la colazione. Per questo motivo, secondo gli investigatori, la ragazza sarebbe stata ancora viva alle 9.45.
Da questa scansione temporale deriva una nuova valutazione sull’alibi di Alberto Stasi. I pm ritengono poco plausibile che il giovane potesse trovarsi sulla scena del delitto alle 9.45, considerando che alle 9.35 sarebbe stato davanti al computer nella sua abitazione, distante circa 1,7 chilometri dalla villetta di Chiara Poggi.
La ricostruzione degli investigatori colloca invece Andrea Sempio nella casa della vittima intorno alle 9.30. Successivamente, alle 9.58, l’uomo avrebbe telefonato all’amico Mattia Capra, come risulterebbe dai tabulati telefonici acquisiti nell’indagine.
La consulenza medico-legale descrive inoltre una fase di aggressione e colluttazione durata tra i 15 e i 20 minuti. Gli inquirenti sostengono che la sera precedente all’omicidio non vi sarebbero stati elementi compatibili con un litigio o con tensioni tra Chiara Poggi e Alberto Stasi.
Gli accertamenti informatici hanno ricostruito anche le ultime attività svolte dalla ragazza al computer. Chiara avrebbe aperto una cartella di immagini contenente fotografie del viaggio a Londra con Stasi e avrebbe continuato a lavorare alla tesi universitaria del fidanzato mentre lui era uscito per occuparsi del cane. Una volta rientrato a casa, Stasi avrebbe proseguito il lavoro al computer.
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