Delitto Garlasco, Andrea Sempio accusato dell'omicidio di Chiara Poggi dopo 19 anni

Andrea Sempio è indagato per l’omicidio di Chiara Poggi dopo la chiusura della nuova inchiesta della Procura di Pavia. Gli investigatori contestano errori nelle indagini del 2007 e rivalutano Dna, impronte e alibi.

Garlasco
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A quasi vent’anni dall’omicidio di Chiara Poggi, la Procura di Pavia ha chiuso la nuova indagine che indica Andrea Sempio come presunto autore del delitto avvenuto il 13 agosto 2007 nella villetta di via Pascoli a Garlasco. Per i magistrati Stefano Civardi, Valentina De Stefano e Giuliana Rizza, l’amico del fratello della vittima avrebbe agito con “odio e crudeltà”, aggravanti inserite nell’avviso di conclusione delle indagini notificato nelle ultime ore.

Secondo la nuova ricostruzione investigativa, Sempio sarebbe entrato nell’abitazione approfittando della porta non chiusa a chiave mentre la ventiseienne era sola in casa. Gli inquirenti ipotizzano che Chiara Poggi avesse poco prima disattivato l’allarme per lasciare uscire i gatti in giardino. La Procura sostiene che all’origine dell’aggressione ci sarebbe stato un approccio a sfondo sessuale respinto dalla giovane.

La consulenza dell’anatomopatologa Cristina Cattaneo ha spostato l’orario dell’inizio dell’aggressione non prima delle 9.45, circa mezz’ora più tardi rispetto a quanto emerso nella prima inchiesta. Gli investigatori ritengono che la vittima abbia tentato di difendersi mentre veniva colpita inizialmente a mani nude e successivamente con un oggetto compatibile con un martello a coda di rondine, forse preso dalla cassetta degli attrezzi del padre.

Le ferite individuate sarebbero almeno dodici, concentrate soprattutto su volto e testa. L’aggressione si sarebbe consumata tra il soggiorno, il corridoio e le scale che conducono al seminterrato. Secondo gli atti, Chiara Poggi sarebbe stata trascinata lungo le scale e colpita ancora quando ormai aveva perso conoscenza. Gli investigatori ritengono inoltre che l’assassino si sia lavato nel lavabo della cucina prima di lasciare la casa.

La nuova indagine punta il dito contro diverse lacune nei rilievi eseguiti nel 2007. Tra gli elementi rivalutati c’è il Dna trovato sotto le unghie della vittima. Per anni quel materiale genetico era stato considerato inutilizzabile a causa del degrado. Una recente consulenza della genetista Denise Albani lo ha invece ritenuto compatibile con la linea genetica maschile della famiglia Sempio, pur senza attribuirgli valore definitivo.

Sotto esame anche la cosiddetta “palmare 33”, un’impronta rilevata sul muro vicino alle scale dove fu trovato il corpo. Per la Procura, quella traccia sarebbe riconducibile ad Andrea Sempio. Gli investigatori hanno inoltre rivalutato il tappetino della cucina, che secondo gli atti sarebbe stato spostato prima dei rilievi con il luminol, alterando così parte degli accertamenti eseguiti all’epoca.

Tra i punti centrali della nuova inchiesta compare anche l’alibi di Sempio. Lo scontrino del parcheggio di Vigevano, ritenuto decisivo nella prima fase investigativa, oggi viene considerato insufficiente o addirittura non attendibile. Gli investigatori sostengono che le celle telefoniche collocherebbero Sempio a Garlasco la mattina dell’omicidio. Inoltre, il nuovo orario della morte renderebbe compatibile anche un eventuale spostamento successivo verso Vigevano.

La Procura considera rilevanti anche alcune intercettazioni ambientali raccolte grazie a una cimice installata nell’auto di Sempio. In quei dialoghi, secondo gli inquirenti, l’uomo parlerebbe di un video intimo tra Chiara Poggi e Alberto Stasi conservato in una chiavetta Usb. Per gli investigatori, quei riferimenti potrebbero avere un legame con il movente dell’omicidio.

La difesa di Andrea Sempio respinge tutte le accuse. Gli avvocati sostengono che quei discorsi fossero materiale preparatorio per un podcast e ribadiscono che tra Sempio e Chiara Poggi non esistesse alcun rapporto personale significativo.

La nuova inchiesta potrebbe avere conseguenze anche sulla posizione di Alberto Stasi, condannato in via definitiva a 16 anni di carcere per il delitto. I suoi legali stanno valutando la richiesta di revisione del processo. L’avvocato Antonio De Rensis ha definito la nuova attività investigativa “seria” e ha parlato apertamente della possibilità di avviare rapidamente il percorso per rivedere la sentenza.

Nelle nuove carte compare anche il nome di Marco Poggi, fratello della vittima. Secondo quanto riportato negli atti, gli investigatori avrebbero rilevato cambiamenti nelle dichiarazioni rese nel corso degli anni. I carabinieri descrivono Marco Poggi come “ostile” e parlano di una costante difesa di Andrea Sempio. Durante un interrogatorio del 20 maggio 2025, riportato negli atti, il fratello di Chiara avrebbe mostrato disagio davanti alle domande degli investigatori, spiegando di sentirsi influenzato dalle contestazioni ricevute.

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