Delitto di Garlasco, chiuse le indagini su Andrea Sempio per l'omicidio di Chiara Poggi
Andrea Sempio rischia il processo per l’omicidio di Chiara Poggi dopo la chiusura delle indagini della Procura di Pavia. I magistrati contestano crudeltà e motivi abietti, indicando nuove prove raccolte negli ultimi mesi.
La Procura di Pavia ha notificato ad Andrea Sempio la chiusura delle indagini per l’omicidio di Chiara Poggi, la ventiseienne uccisa nella sua abitazione di Garlasco il 13 agosto 2007. Per gli investigatori sarebbe stato lui ad aggredire e uccidere la giovane, con le aggravanti della crudeltà e dei motivi abietti.
Secondo la ricostruzione dei magistrati, Sempio avrebbe colpito la vittima più volte con un oggetto contundente dopo una colluttazione iniziale. I colpi sarebbero stati inferti prima al volto e poi alla testa, provocando la caduta della ragazza. La Procura sostiene che Chiara Poggi abbia tentato di reagire mentre veniva trascinata verso la scala della cantina, ma sarebbe stata nuovamente colpita fino a perdere conoscenza.
Gli inquirenti descrivono un’aggressione particolarmente violenta. Dopo aver spinto il corpo lungo le scale che portano al piano inferiore della casa, l’assassino avrebbe continuato a colpire la vittima alla nuca anche quando era ormai incosciente. Le ferite rilevate sarebbero almeno dodici tra cranio e volto.
Per la Procura il movente sarebbe legato al rifiuto di alcune avances da parte della giovane. L’accusa parla infatti di motivi abietti, mentre la crudeltà viene contestata per il numero e la gravità delle lesioni provocate.
Il procuratore Fabio Napoleone ha spiegato che tutta la documentazione raccolta dopo la riapertura delle indagini tra il 2016 e il 2017 sarà trasmessa anche alla Procura generale di Milano. Nei giorni scorsi i pubblici ministeri Stefano Civardi, Giuliana Rizza e Valentina De Stefano hanno illustrato a Sempio, durante un lungo interrogatorio, gli elementi raccolti nell’ultimo anno e mezzo.
Andrea Sempio, oggi 38enne, è l’unico indagato nella nuova inchiesta. Gli investigatori ritengono rilevante la consulenza genetica sul Dna trovato sotto le unghie della vittima, considerato compatibile con la linea maschile dell’indagato. La genetista Denise Albani ha però chiarito che non è possibile stabilire se quel materiale biologico derivi da un contatto diretto oppure da un trasferimento indiretto.
Tra gli elementi al centro dell’inchiesta c’è anche la cosiddetta impronta 33, trovata sulla scala della cantina dove Chiara Poggi sarebbe stata colpita nuovamente. Per la Procura appartiene all’assassino, mentre i consulenti della difesa contestano che possa essere attribuita a Sempio.
I magistrati non ritengono convincente nemmeno l’alibi fornito dall’indagato, basato su uno scontrino di un parcheggio di Vigevano. Nell’inchiesta sono finite anche alcune chat firmate “Andreas”, considerate dagli investigatori indicative di una presunta ossessione verso una ragazza. La difesa sostiene invece che quei messaggi riguardino una barista e non Chiara Poggi.
Tra gli atti raccolti compare inoltre un’intercettazione ambientale diffusa dal Tg1. In una conversazione registrata il 14 aprile 2025 all’interno della sua auto, Sempio afferma di aver visto un video relativo a Chiara Poggi e Alberto Stasi. Secondo chi indaga, quelle parole contrasterebbero con la versione fornita in passato sulle telefonate effettuate a casa Poggi nei giorni precedenti al delitto.
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