Trump attacca l'Iran, respinta la risposta di Teheran sul piano Usa per la tregua
Trump respinge le richieste dell’Iran sul piano Usa per il cessate il fuoco e definisce “inaccettabile” la risposta di Teheran. Sul tavolo restano il programma nucleare iraniano e il controllo dello Stretto di Hormuz.
Donald Trump ha definito “totalmente inaccettabile” la risposta inviata dall’Iran al piano americano elaborato per fermare il conflitto nella regione. Il presidente degli Stati Uniti ha affidato il suo giudizio a un breve messaggio pubblicato su Truth Social dopo aver esaminato il memorandum con cui Teheran ha replicato alla proposta di Washington.
Secondo quanto riferito dal Wall Street Journal, l’Iran avrebbe subordinato qualsiasi accordo alla fine delle ostilità e alla riapertura dello Stretto di Hormuz, chiedendo anche la rimozione del blocco navale imposto dagli Stati Uniti. Teheran sarebbe inoltre disponibile a discutere del proprio programma nucleare soltanto in una seconda fase dei colloqui, prevista nell’arco di un mese.
La Repubblica islamica continua però a respingere le richieste principali avanzate dagli Stati Uniti. Il governo iraniano non intende smantellare i siti nucleari né sospendere per 20 anni l’arricchimento dell’uranio, come proposto da Washington. Sul tavolo sarebbe stata avanzata una controproposta con una moratoria più breve e la possibilità di trasferire temporaneamente l’uranio arricchito in un Paese terzo. Il materiale tornerebbe poi in Iran se i negoziati dovessero fallire.
Il piano americano, preparato nei giorni scorsi, era contenuto in un documento di una sola pagina articolato in 14 punti. Tra le richieste principali figuravano la riapertura immediata dello Stretto di Hormuz, controlli più severi nei siti nucleari iraniani anche sotterranei, una lunga sospensione dell’arricchimento dell’uranio e la graduale eliminazione delle sanzioni economiche con lo sblocco dei fondi congelati.
La proposta degli Stati Uniti prevedeva inoltre la fine delle operazioni militari e l’avvio di un periodo di 30 giorni per negoziare un accordo più ampio e dettagliato. Prima della risposta iraniana, Trump aveva già espresso forte diffidenza verso Teheran accusando il regime di aver “preso in giro” gli Stati Uniti per decenni.
In un altro messaggio pubblicato nelle ore precedenti, il presidente americano aveva attaccato duramente la leadership iraniana accusandola di aver finanziato attentati, represso proteste interne e ucciso migliaia di manifestanti. Trump ha aggiunto che “non rideranno più”, ribadendo la linea dura adottata dalla Casa Bianca.
Dopo aver ricevuto la replica iraniana, Trump ha avuto un colloquio telefonico con il premier israeliano Benjamin Netanyahu. La telefonata, riportata dalla Cnn citando fonti israeliane, si inserisce nei contatti continui tra Washington e Tel Aviv durante i negoziati sul cessate il fuoco.
Nel corso di un’intervista trasmessa dalla Cbs nel programma 60 Minutes, Netanyahu ha dichiarato che resta ancora molto da fare sul fronte nucleare iraniano. Il primo ministro israeliano ha spiegato che l’uranio arricchito presente in Iran deve essere rimosso e che i siti di arricchimento devono essere smantellati.
Alla domanda su come procedere, Netanyahu ha risposto che il materiale nucleare andrebbe recuperato direttamente. Pur evitando riferimenti espliciti a operazioni militari, il leader israeliano ha parlato di una missione “estremamente importante” e ha lasciato intendere una piena sintonia con Trump.
Il presidente americano, in un’intervista registrata la scorsa settimana con la giornalista Sharyl Attkisson e diffusa domenica, ha sostenuto che gli Stati Uniti saranno in grado di ottenere l’uranio arricchito iraniano “quando lo vorranno”. Trump ha citato anche il ruolo della Space Force, spiegando che l’area viene monitorata costantemente e minacciando eventuali interventi contro chi dovesse avvicinarsi ai siti controllati.
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