Trump rilancia l'accordo con l'Iran, Teheran minaccia una risposta militare agli Usa

Trump punta a chiudere l’intesa con l’Iran entro una settimana per fermare l’escalation sul nucleare. Washington ha presentato un piano in 14 punti con stop all’arricchimento dell’uranio e revoca graduale delle sanzioni.

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Trump rilancia l'accordo con l'Iran, Teheran minaccia una risposta militare agli Usa

Donald Trump sostiene che un’intesa tra Stati Uniti e Iran sia ormai vicina e parla di colloqui positivi avvenuti nelle ultime ore. Il presidente americano ha spiegato che Washington attende una risposta ufficiale da Teheran sul memorandum elaborato dagli Usa, un documento in 14 punti che dovrebbe aprire la strada alla fine delle tensioni nella regione.

Secondo il piano presentato dagli Stati Uniti, lo Stretto di Hormuz verrebbe riaperto immediatamente e l’Iran accetterebbe una moratoria di 15 anni sull’arricchimento dell’uranio. Previsti anche controlli più severi nei siti nucleari, compresi quelli sotterranei, mentre Washington si impegnerebbe a revocare gradualmente le sanzioni economiche e a sbloccare parte dei fondi iraniani congelati all’estero.

Trump ha parlato inizialmente di una possibile svolta entro una settimana, salvo poi precisare che non esiste una vera scadenza. Il presidente americano ha però ribadito che l’Iran non potrà ottenere armi nucleari. La questione del programma atomico resta infatti il nodo centrale della trattativa tra le due parti.

Il memorandum, secondo quanto riferito da Axios, è contenuto in una sola pagina e dovrebbe servire come base per avviare negoziati più dettagliati entro 30 giorni. I colloqui potrebbero svolgersi già dalla prossima settimana tra Islamabad e Ginevra.

L’ipotesi attualmente discussa nasce dal divario tra le richieste delle due parti. Teheran avrebbe proposto uno stop di cinque anni all’arricchimento dell’uranio, mentre Washington ne avrebbe chiesti venti. Il compromesso allo studio sarebbe quindi fissato a 15 anni, con una clausola che prolungherebbe automaticamente il blocco in caso di violazioni da parte iraniana.

In cambio della sospensione del programma nucleare militare, l’Iran dovrebbe rinunciare agli impianti sotterranei e consentire verifiche internazionali rafforzate. Gli Stati Uniti, dal canto loro, allenterebbero progressivamente le restrizioni economiche che da anni colpiscono la Repubblica islamica.

Trump vorrebbe definire il dossier prima della visita prevista in Cina il 14 e 15 maggio, quando incontrerà Xi Jinping. La Casa Bianca punta a evitare che la crisi iraniana resti aperta durante il viaggio diplomatico a Pechino. Lo stesso presidente americano ha ammesso che, senza accordo, gli Stati Uniti potrebbero tornare a colpire militarmente l’Iran.

Da Teheran, però, continuano ad arrivare dichiarazioni molto dure. Il presidente del Parlamento iraniano, Mohammed Bagher Ghalibaf, ha affermato che il popolo iraniano preferirebbe morire piuttosto che arrendersi e ha accusato i nemici del Paese di voler destabilizzare l’Iran anche sul piano interno.

Il ministero degli Esteri iraniano ha confermato che la proposta americana è ancora in fase di valutazione. Il portavoce Esmaeil Baghaei ha spiegato che la posizione ufficiale verrà comunicata successivamente attraverso la mediazione pakistana.

Più aggressivi i toni del Comitato di Sicurezza Nazionale iraniano. Il portavoce Ebrahim Rezaei ha definito il memorandum americano una semplice “lista dei desideri” di Washington, sostenendo che gli Stati Uniti non riusciranno a ottenere con la forza ciò che non hanno ottenuto con i negoziati. Rezaei ha inoltre dichiarato che l’Iran è pronto a reagire duramente a qualsiasi iniziativa militare americana o dei suoi alleati.

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