Iran e Stati Uniti, scontri nello Stretto di Hormuz mentre Teheran denuncia la violazione della tregua

Iran e Stati Uniti tornano a scontrarsi nello Stretto di Hormuz dopo gli attacchi denunciati da Teheran contro una petroliera e altre navi. L’Iran parla di tregua violata mentre proseguono i negoziati sul nucleare e sul traffico marittimo.

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La tensione tra Iran e Stati Uniti torna a crescere nello Stretto di Hormuz, dove Teheran accusa Washington di aver infranto il cessate il fuoco con operazioni militari contro imbarcazioni iraniane. Le autorità della Repubblica islamica riferiscono di attacchi avvenuti nelle acque vicine al porto di Jask e davanti a Fujairah, negli Emirati Arabi Uniti.

Secondo il comando militare centrale iraniano, le forze statunitensi avrebbero colpito una petroliera iraniana diretta verso lo Stretto di Hormuz e un’altra nave in transito nell’area. La televisione di Stato iraniana sostiene inoltre che gli Stati Uniti abbiano effettuato raid anche in altre zone del sud del Paese con il supporto di alleati regionali.

La risposta di Teheran sarebbe arrivata poco dopo. L’agenzia Tasnim ha riferito che le forze iraniane hanno lanciato missili e droni contro tre cacciatorpediniere americani presenti nella regione. Altri scontri sarebbero avvenuti nei pressi dell’isola di Qeshm, dove, secondo l’agenzia Fars, si è verificato uno scambio di fuoco tra unità iraniane e quelle definite “nemiche”. Durante il conflitto a fuoco sarebbero state colpite anche aree commerciali del molo Bahman.

Nelle stesse ore, media iraniani hanno segnalato esplosioni a Teheran, Bandar Abbas e Minab. Il clima resta estremamente fragile mentre proseguono i contatti diplomatici tra Washington e Teheran su una possibile intesa per riaprire il traffico nello Stretto di Hormuz e fermare la guerra entro trenta giorni.

Il negoziato ruota attorno a un memorandum composto da 14 punti. Secondo quanto emerso, il piano prevederebbe tre misure immediate: la revoca del blocco navale imposto dagli Stati Uniti, la riapertura dello Stretto alle navi commerciali e la sospensione dei combattimenti. Da qui dovrebbero partire colloqui più ampi destinati a definire un accordo politico e militare.

Resta però irrisolta la questione del programma nucleare iraniano. Gli Stati Uniti chiedono la consegna delle scorte di uranio arricchito al 60%, la chiusura dei siti di Isfahan, Fordow e Natanz e lo stop all’arricchimento per vent’anni. L’Iran propone invece di ridurre il livello di arricchimento e trasferire il materiale a un Paese terzo. Secondo funzionari iraniani, Teheran sarebbe pronta a sospendere l’arricchimento per un periodo compreso tra dieci e quindici anni senza però smantellare gli impianti.

Parallelamente alla trattativa diplomatica, l’Iran sta rafforzando il controllo sul passaggio marittimo più strategico del Golfo Persico. Un nuovo regolamento imposto alle navi commerciali obbliga armatori e operatori a fornire informazioni dettagliate prima del transito nello Stretto di Hormuz.

Il documento predisposto dalla nuova Autorità iraniana per lo Stretto del Golfo Persico contiene oltre quaranta domande relative alle imbarcazioni, al carico trasportato, alla proprietà delle navi e alla nazionalità degli equipaggi. Le informazioni dovranno essere inviate preventivamente alle autorità iraniane, che avvertono di possibili conseguenze in caso di dati incompleti o inesatti.

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