Inchiesta arbitri in Serie A, le intercettazioni su Rocchi e i presunti arbitri graditi ai club
L’inchiesta sugli arbitri di Serie A entra in una nuova fase dopo le intercettazioni tra Gianluca Rocchi e Andrea Gervasoni. I pm di Milano indagano sui presunti condizionamenti nelle designazioni richiesti da alcuni club.
L’indagine della Procura di Milano sulle designazioni arbitrali continua ad allargarsi e punta ora sulle conversazioni intercettate tra Gianluca Rocchi, designatore arbitrale autosospeso, e Andrea Gervasoni, supervisore Var coinvolto nel fascicolo per presunta frode sportiva. Al centro dell’inchiesta ci sarebbero i rapporti tra i vertici arbitrali e alcune società di Serie A, con riferimenti a direttori di gara considerati “graditi” oppure non apprezzati dai club.
Nelle ultime ore è stato ascoltato come testimone Riccardo Pinzani, oggi club referee manager della Lazio ed ex referente Aia per i rapporti con le società. L’audizione, durata circa tre ore davanti al pm Maurizio Ascione, si è concentrata sulle intercettazioni raccolte dagli investigatori e risalenti alla primavera del 2025. Pinzani non è indagato.
Secondo quanto emerso, gli investigatori stanno cercando di chiarire se alcune società abbiano esercitato pressioni indirette sulle scelte arbitrali attraverso segnalazioni, richieste o preferenze comunicate ai vertici dell’Aia. Per i magistrati, il nodo centrale riguarda proprio l’eventuale influenza esercitata sulle designazioni.
Un altro filone dell’inchiesta riguarda invece quanto sarebbe accaduto all’Ibc di Lissone, sede operativa del Var. Gli inquirenti stanno verificando alcune presunte interferenze nella sala video durante determinate partite della stagione 2024-2025.
Nei prossimi giorni verranno ascoltati altri testimoni. Tra questi figura anche Giorgio Schenone, club referee manager dell’Inter. È stato sentito anche Andrea Butti, responsabile dell’area competitions and operations della Lega Serie A, ascoltato come persona informata sui fatti. Butti, ex dirigente dell’Inter tra il 2002 e il 2013, oggi segue calendari e rapporti organizzativi con i club.
Le attenzioni della procura si sono concentrate soprattutto su una telefonata del 2 aprile 2025 tra Rocchi e Gervasoni, emersa dalle intercettazioni. La conversazione risalirebbe al giorno della semifinale di andata di Coppa Italia tra Milan e Inter disputata a San Siro. In quel dialogo, parlando dell’arbitro Daniele Doveri, Rocchi avrebbe detto che “loro non lo vogliono più vedere”, frase interpretata dagli investigatori come possibile riferimento all’Inter.
L’ipotesi degli inquirenti è che si volesse evitare la designazione di Doveri nelle gare decisive della stagione nerazzurra, sia in Coppa Italia sia in campionato. Il 23 aprile 2025 Doveri venne infatti scelto per la semifinale di ritorno tra Inter e Milan, soluzione che secondo l’accusa avrebbe consentito di escluderlo da un’eventuale finale e dalle ultime giornate di Serie A.
Gli investigatori stanno cercando di identificare con precisione il significato del termine “loro” utilizzato nell’intercettazione. Nei dialoghi compare anche il nome “Giorgio”, elemento che potrebbe portare a Schenone, ma al momento non esistono prove definitive sul coinvolgimento diretto del dirigente interista.
Restano cinque le persone indagate. Oltre a Rocchi e Gervasoni, figurano gli assistenti Luigi Nasca e Rodolfo Di Vuolo, mentre Daniele Paterna risponde dell’accusa di falsa testimonianza. Il fascicolo riguarda diverse partite della stagione 2024-2025, tra cui Bologna-Inter, Udinese-Parma, Salernitana-Modena e la semifinale di Coppa Italia tra Inter e Milan.
Tra gli episodi sotto esame compare anche Inter-Verona della stagione precedente, in particolare per il contatto tra Bastoni e Duda che aveva generato forti polemiche arbitrali. Gli investigatori stanno inoltre verificando quanto accaduto durante Inter-Roma, partita segnata dalle proteste per un rigore non assegnato ai nerazzurri dopo una trattenuta di Ndicka su Bisseck.
Davanti ai magistrati, Gervasoni avrebbe escluso qualsiasi alterazione dell’audio Var in quella circostanza. Le indagini proseguono per chiarire eventuali responsabilità e verificare se le designazioni arbitrali siano state influenzate da pressioni esterne durante il campionato scorso.
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