Inchiesta sugli arbitri in Serie A, Rocchi indagato per frode sportiva e pressioni sul Var

Gianluca Rocchi è indagato per presunte pressioni sugli arbitri nella gestione del Var a Lissone, un’indagine della Procura di Milano che coinvolge anche altri ufficiali di gara e riguarda partite tra il 2024 e il 2025.

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Inchiesta sugli arbitri in Serie A, Rocchi indagato per frode sportiva e pressioni sul Var

L’indagine della Procura di Milano scuote il calcio italiano e coinvolge direttamente il designatore arbitrale Gianluca Rocchi, finito nel registro degli indagati con l’accusa di concorso in frode sportiva. Insieme a lui compare anche il supervisore Var Andrea Gervasoni. Secondo gli inquirenti, sarebbero state esercitate pressioni su alcuni arbitri impegnati nella sala Var di Lissone, con l’obiettivo di orientare decisioni e designazioni.

L’inchiesta si concentra su alcune gare tra la stagione 2023-24 e la 2024-25, ma il numero degli episodi analizzati potrebbe aumentare. Al momento non risultano coinvolti né l’Inter né dirigenti del club, anche se nelle carte compare il riferimento a direttori di gara ritenuti “graditi” alla squadra nerazzurra. Restano da chiarire eventuali responsabilità di altri soggetti ancora non identificati.

Tra i casi sotto esame c’è la designazione dell’arbitro Andrea Colombo per Bologna-Inter dell’aprile 2025 e quella di Daniele Doveri per la semifinale di Coppa Italia tra Milan e Inter. In quest’ultimo caso, secondo l’accusa, la scelta sarebbe stata fatta per evitare la presenza dello stesso arbitro in partite successive considerate più delicate.

Un episodio chiave riguarda la partita Udinese-Parma del primo marzo 2025. Gli investigatori ipotizzano una violazione del protocollo Var, che impone autonomia agli addetti di Lissone. Rocchi avrebbe bussato alla sala operativa inducendo la revisione dell’azione che ha poi portato all’assegnazione di un rigore all’Udinese. In quella gara era coinvolto anche l’assistente Daniele Paterna.

Sotto osservazione anche Inter-Verona del gennaio 2024, partita segnata da un contatto tra Bastoni e Duda non sanzionato. In questo episodio compaiono i nomi di Luigi Nasca e Rodolfo Di Vuolo, entrambi tra gli assistenti Var finiti nell’indagine. Gervasoni è invece accusato di aver esercitato pressioni durante Salernitana-Modena dell’8 marzo 2025.

Le indagini riguardano esclusivamente figure del settore arbitrale. Rocchi e Gervasoni hanno deciso di sospendersi dai rispettivi incarichi dopo aver ricevuto l’avviso di garanzia. Il reato contestato, la frode sportiva, si configura quando si cerca di alterare il risultato di una competizione attraverso vantaggi o pressioni indebite. La legge prevede pene fino a sei anni di reclusione e sanzioni economiche.

Nel dibattito pubblico qualcuno ha già evocato scenari simili a quelli di Calciopoli, ma il presidente della Lega Nazionale Dilettanti Giancarlo Abete invita alla cautela, sottolineando che l’inchiesta è ancora nelle fasi iniziali e che servirà tempo per chiarire i fatti.

Sulla vicenda è intervenuto anche il presidente dell’Inter Giuseppe Marotta, che ha respinto ogni ipotesi di coinvolgimento del club. Il dirigente ha ribadito che la società ha sempre operato nel rispetto delle regole, negando qualsiasi preferenza sugli arbitri e dichiarando totale estraneità ai fatti oggetto dell’indagine.

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