Inchiesta arbitri Serie A: Rocchi non si presenta ai pm e spuntano nuovi casi tra Inter e Roma

L’inchiesta sugli arbitri coinvolge Gianluca Rocchi per presunta frode sportiva legata alle designazioni e si allarga con nuovi episodi, tra cui un contestato Inter-Roma e un sospetto incontro a San Siro durante una semifinale.

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Inchiesta arbitri Serie A: Rocchi non si presenta ai pm e spuntano nuovi casi tra Inter e Roma

L’indagine della Procura di Milano sulle designazioni arbitrali entra in una fase delicata mentre Gianluca Rocchi, ex designatore e già autosospeso, ha scelto di non presentarsi all’interrogatorio fissato per il 30 aprile. Il suo legale Antonio D’Avirro ha spiegato che la decisione nasce dall’impossibilità di conoscere gli atti d’indagine, elemento ritenuto indispensabile per impostare la difesa. La rinuncia all’audizione è stata accompagnata dalla comunicazione ai magistrati della volontà di avvalersi della facoltà di non rispondere.

Al centro del fascicolo c’è il sospetto che Rocchi abbia partecipato a un sistema volto a orientare alcune designazioni arbitrali. In particolare, gli investigatori fanno riferimento a un incontro avvenuto il 2 aprile 2025 a San Siro, durante la semifinale di Coppa Italia tra Milan e Inter. In quella occasione, secondo l’ipotesi accusatoria, sarebbero stati individuati arbitri ritenuti più adatti per determinate partite, con l’obiettivo di evitare accoppiamenti sgraditi ai nerazzurri.

Gli indagati attualmente sono cinque, tutti appartenenti al mondo arbitrale. Oltre a Rocchi figurano il supervisore Var Andrea Gervasoni, gli assistenti Luigi Nasca e Rodolfo Di Vuolo e Daniele Paterna, accusato di falsa testimonianza. Le partite sotto esame sono cinque, distribuite tra campionato e Coppa Italia.

Secondo l’accusa, Rocchi avrebbe contribuito a indirizzare la scelta degli arbitri per incontri chiave. Tra questi la semifinale di ritorno di Coppa Italia del 23 aprile, per la quale sarebbe stato designato Daniele Doveri, e la gara di campionato Bologna-Inter, affidata ad Andrea Colombo. In entrambi i casi, gli inquirenti ipotizzano che le decisioni siano state prese per evitare direttori di gara considerati non graditi.

Nuovi elementi emergono anche da episodi controversi della scorsa stagione. Tra questi il mancato rigore in Inter-Roma, legato a un contatto tra Ndicka e Bisseck. Una testimonianza riferisce di tensioni nella sala Var, dove l’arbitro video Marco Di Bello avrebbe respinto l’intervento dell’assistente Marco Piccinini con un secco invito a non intervenire. Secondo il racconto, la linea adottata sarebbe stata influenzata dal supervisore Gervasoni.

L’inchiesta tocca anche altre gare, tra cui Udinese-Parma del marzo 2025, dove Rocchi avrebbe interferito con la sala Var violando il protocollo e favorendo la revisione in campo che portò all’assegnazione di un rigore. Sotto osservazione anche Inter-Verona del gennaio 2024 per un episodio rimasto senza sanzione disciplinare.

Il quadro resta aperto e potrebbe allargarsi ad altri nomi. Gli investigatori parlano infatti di ulteriori soggetti coinvolti nelle decisioni sulle designazioni, la cui identità non è ancora stata resa nota. Nel frattempo, il presidente dell’Inter Giuseppe Marotta ha respinto ogni accusa, sostenendo che il club non ha mai avuto preferenze sugli arbitri e rivendicando la correttezza del comportamento della società.

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