Pamela Genini decapitata, le foto del loculo anticipano la profanazione e cambiano le indagini

Francesco Dolci ha consegnato otto foto del loculo di Pamela Genini ai carabinieri dopo la scoperta della decapitazione, sostenendo che i segni visibili indichino una manomissione avvenuta settimane prima. Alcuni dettagli potrebbero cambiare la ricostruzione dei fatti.

Pamela Genini
Pamela Genini decapitata, le foto del loculo anticipano la profanazione e cambiano le indagini

Otto immagini scattate tra novembre e marzo potrebbero diventare decisive nell’inchiesta sulla profanazione della salma di Pamela Genini. A realizzarle è stato Francesco Dolci, impresario funebre ed ex compagno della giovane, che le ha consegnate ai carabinieri dopo il ritrovamento del corpo senza testa nel cimitero di Strozza.

Le fotografie coprono un arco temporale che va dal 7 novembre 2025, pochi giorni dopo il funerale del 24 ottobre, fino al 23 marzo. Secondo quanto riferito dallo stesso Dolci, gli scatti sarebbero stati fatti per motivi personali, tra cui documentare lo stato dei fiori e alcuni dettagli della tomba, come la lapide provvisoria. Alcune immagini sarebbero state anche condivise privatamente con conoscenti.

Gli investigatori stanno esaminando con attenzione soprattutto la prima foto disponibile, quella di inizio novembre. In quell’immagine comparirebbe una traccia sospetta nell’angolo della lapide, simile a residui di mastice. Un segno analogo sarebbe visibile anche nel loculo sottostante, che risultava vuoto. Questi elementi potrebbero indicare che la bara sia stata aperta e richiusa già in quel periodo.

Se l’ipotesi venisse confermata, la manomissione del feretro sarebbe avvenuta molto prima rispetto a quanto inizialmente ipotizzato, anticipando di settimane la profanazione. Una ricostruzione che coincide con alcune valutazioni medico-legali e che ha portato la Procura a chiedere pubblicamente eventuali foto o video del loculo per chiarire la sequenza degli eventi.

Nel frattempo resta aperta la pista dell’autore con un possibile movente ossessivo. Una teoria che Dolci ha contestato durante un intervento televisivo. Secondo il suo ragionamento, chi fosse stato realmente attratto dal volto della giovane non avrebbe utilizzato strumenti come un flessibile per aprire la bara, poiché le scintille prodotte avrebbero potuto danneggiare proprio il viso.

Le indagini proseguono per stabilire tempi e responsabilità, mentre gli elementi raccolti nelle immagini potrebbero ridefinire l’intera dinamica della profanazione.

Notizie correlate

Profanazione della tomba di Pamela Genini, indagini su un uomo ripreso di notte al cimitero La tomba di Pamela Genini è stata profanata a Strozza e la testa della 29enne è sparita dopo un intervento sul loculo.

Pamela Genini, appello della madre dopo la profanazione del corpo La madre di Pamela Genini chiede aiuto dopo la scomparsa del corpo della figlia, uccisa a Milano dall’ex compagno.